2001, odissea nello strazio
Dopo il “31 marzo nero delle fiorentine”, uno si alza al mattino e pensa: posso ancora pucciare il biscotto nel caffelatte o giusto ieri hanno scoperto che un virus è in agguato dietro i biscottini della nonna? Il porco è già pazzo? E l’agnello, cosa fa, ci sta diventando? A quando le indicazioni europee sui comportamenti a rischio? Potrò ancora uscire di casa a un’ora diversa da quelle pre-definite di “lavoro-studio-palestra-discoteca-gita-fuori-porta” o sarà vietato “in ordine al mantenimento medio corretto del metabolismo comunitario”? In attesa delle immancabili disposizioni Ue, ecco un promemoria autogestibile.
A come ANTIBIOTICI. Pesce agli antibiotici. Per questo si dice poi: sano come un pesce.
B come BARBA. Tagliata dal barbiere, è foriera di Aids via forbici non disinfettate. Tagliata con la lametta a casa, distrugge l’ozono a colpi di bombolette alla schiuma. Tagliata col rasoio, vi espone ad elettrosmog. Farla crescere?
C come COLTELLO. Grave fattore di inquinamento ambientale in cucina, e prima causa della maggior incidenza di parricidi e matricidi in Occidente piuttosto che in Cina. Avete mai sentito di una madre assassinata da una figlia lunatica a colpi di bacchette?
D come DIOSSINA. Condimento per polli. Di gran moda nella gastronomia belga.
E come ELETTROSMOG. Come la fede degli amanti di Metastasio. Che vi sia ciascun lo dice: in particolare, una legge quadro sull’elettrosmog in vigore dal 22 marzo 2001. Ove sia nessun lo sa: in particolare, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Istituto Superiore di Sanità italiano, secondo cui esistono solo i campi magnetici, di non provata rilevanza sanitaria. Nel dubbio, si può provare a stare lontani da tutte le fonti sospette di elettrosmog, ovvero: asciugacapelli, computer, elettrodotti, forni a microonde, impianti di illuminazione, impianti elettrici, impianti hi-fi, impianti industriali, impianti medico estetici, lampade, radio, radiosveglie, rasoi elettrici, segreterie telefoniche, sistemi di allarme, telefoni cellulari, telefoni domestici e cordless, televisori, termocoperte. In alternativa, ogni volta che vi avvicinate a meno di 50 cm. da uno degli oggetti citati dovreste indossare camici protettivi in tessuti tipo l’elettrosmogtex, o essere riparati da vetri schermanti tipo elettrosmogwindows. Forse non è garantito che la vostra vita sarà più lunga in senso oggettivo. Certamente, però, vi sembrerà più lunga in senso soggettivo.
F come FORNI. A microonde, micidiali. Emettono campi elettromagnetici a 50 Hz. con un raggio di circa 50 cm. Ad un campo a 2,45 GHz che, se opportunamente confinato dalla buona struttura del forno, richiederebbe una distanza di sicurezza di circa 100 cm. Almeno così ritengono gli esperti di elettrosmog, che consigliano inoltre di non guardare mai il cibo in cottura attraverso il vetro dello sportello. I buongustai aggiungono che se vostra moglie cucina sempre col microonde forse sarebbe opportuno quel cibo non solo non guardarlo, ma preferibilmente anche girarlo direttamente al cane.
G come GHIACCIO. «Il signor Chan Li, cittadino di Nanchino, ha in testa un’idea innocente, ma pericolosa. Con la sua famiglia, sta finalmente per ottenere un frigorifero. Quando in Cina… finalmente aumenta un pochino il benessere, arrivano… centinaia di milioni di frigoriferi. Questo significa che entrano nei circuiti refrigeranti quelle sostanze…, clorofuorocarburi, che concorrono a distruggere la fascia di ozono. Allora però come si fa a dire al cittadino di Nanchino: no, tu il frigorifero non te lo devi comprà perché noi vogliamo avere… un’atmosfera respirabile, non vogliamo distruggere l’ozono?». Francesco Rutelli dixit (13 aprile 1990).
H come H2O. Per legge nelle acque minerali italiane si possono trovare, oltre alle regolamentari due molecole di idrogeno e una di ossigeno, anche il quadruplo dell’arsenico consentito per l’acqua di rubinetto, il doppio del cadmio, e una quantità senza limiti di nichel. Perché credete che si sta iniziando ad imbottigliare l’acqua del rubinetto?
I come INCENERITORI. «Chiediamo una moratoria di 10 anni alla realizzazione di nuovi inceneritori e discariche e all’ampliamento di quelli già esistenti, per costringere le industrie a ridurre drasticamente, e da subito, la quantità di rifiuti». Grazia Francescato dixit (6 maggio 1997).
J come JELLA. Secondo la tradizione, le corna di scongiuro vanno fatte all’ingiù, onde scaricare le onde iettatorie verso il terreno. Le corna in su, viceversa, la jella la attirano. C’è però la supertecnica del doppio gesto alla Giovanni Leone: si raccoglie tutte le onde con la mano in su, per scaricarle subito con la contemporanea mano in giù. Promemoria per gli esperti di elettrosmog?
K come KILLER, IN CUCINA. Così è stato presentato il 23 gennaio 2001 il rapporto Istat sugli incidenti domestici: nel solo 1999, 3.672.000, ai danni di 3.048.000 persone, che hanno ricevuto ferite (43%), ustioni (23,5%) e fratture (13%). Otto incidenti su dieci provocano danni a gambe, braccia o piedi. Il 49,2% degli infortunati ha avuto bisogno di assistenza medica, il 32,6% del pronto soccorso, il 6,8% di ricovero. Nello stesso periodo, ci sono stati 219.032 incidenti stradali che hanno provocato danni a 323.331 persone. Morale: starsene in casa è 11 volte più pericoloso che andarsene in giro in macchina. Allora, usciamo?!
L come LETTO. È il posto più pericoloso di tutti, come insegna l’antica barzelletta dell’impiegato che chiedeva al marinaio come non avesse paura a fare il suo mestiere. «E perché? Lo hanno fatto anche mio padre e mio nonno prima di me». «E come è morto suo nonno?». «In mare, per un naufragio». «E suo padre?». «In mare, per un naufragio?». «E lei ha ancora il coraggio di andarsi ad imbarcare?». «Perché, suo padre dove è morto?». «Nel suo letto, naturalmente!». «E suo nonno?». «Anche lui, nel suo letto». «E lei ha ancora il coraggio di andarsi a coricare?».
M come MUCCA. Se non è pazza, è aftosa.
N come NATALIA, ESTRADA. Quella che si è ustionata con una lampada solare. Attenti alle abbronzature!
O come OLIO DI COLZA. Negli anni ’70, fu il primo grande scandalo alimentare d’Italia. Nell’anno 2001 Dario Fo e Franca Rame fanno battaglia per la sostituzione dell’olio di colza alla benzina come combustibile per le auto. Franca Rame: «Bruciano lo stesso, e la differenza è che non solo l’olio di colza non inquina, ma se uno si ferma un attimo per un picnic può poi prendere l’olio di colza direttamente dal motore per friggerci le patatine». Domanda numero uno: il muscolo cardiaco degli italiani si è irrobustito nell’ultimo quarto di secolo, o erano balle quelle che allora si dicevano sull’olio di colza causa di infarto? Domanda numero due, riportata da Franca Rame: perché in Italia l’olio di colza non viene prodotto? Già: perché?
P come PIANTE GRASSE. Di gran moda per combattere l’inquinamento da radiazioni di computer. Ma se vedete che il vostro bel cactus si ammoscia poco dopo che l’avete sistemato vicino all’Unità Centrale, non mettetevi subito paura pensando che farete anche voi la stessa fine. Semplicemente, è che in genere il tipo di umidità atmosferica e di escursione climatica delle scrivanie non assomiglia troppo a quello dei deserti del Nord America.
Q come QUARK STRANI. Non è il tipo di trasmissioni che potrebbero realizzare Piero Angela e figlio dopo un esaurimento nervoso, ma le particelle che potrebbero essere prodotte nel centro di ricerche di Brookhaven, Usa, dall’acceleratore lì realizzato per simulare il Big Bang. Una commissione scientifica ha comunque escluso che davvero, come paventato, vi si potrebbe creare un tipo di “antimateria” o “materia strana”, innescando una reazione a catena tale da trasformare l’intero nostro pianeta in un buco nero. Ma la redazione della fanzine di Star Trek non ne è sembrata troppo soddisfatta.
R come RADON. Gas radioattivo prodotto dal decadimento del Radium 226 e presente nei materiali di costruzione di tipo tufaceo. Cioè, nella maggior parte delle case italiane, dai tempi degli etruschi in poi. Negli Stati Uniti è vietato vendere case il cui livello di inquinamento sia oltre i 150 becquerel, unità di misura che stima la concentrazione di gas venefico per metro cubo d’aria media nel corso di un anno. In Italia, le case con oltre 400 becquerel sono 200.000 e quelle tra i 200 ai 400 oltre un milione. Secondo i dati sulla Bse, da quando si sono iniziati nell’Ue i test a tappeto sulla mucca pazza si sono rivelati positivi 38 animali sui 673.811 sani sottoposti all’esame: uno ogni 17.731,868. Secondo le stime dell’Enea, un italiano su 4 è esposto a un eccesso di radon. E al radon, secondo il Ministero della Sanità, dovrebbero essere imputati la maggior parte dei 5000 casi annui di cancro in Italia catalogati ufficialmente come “inspiegabili”. Insomma, appoggiarsi al muro di casa vostra può essere fra le 100 e le 1000 volte più letale che addentare una fiorentina. Ma i bovini sono evidentemente più facili da abbattere delle case…
S come SATELLITI. In russo, Mir significa “pace”, “villaggio”: la “pace” che accoglieva il membro della comunità rurale, sottraendolo al bellum omnium contra omnes della vita selvatica nelle foreste. In italiano, purtroppo, evoca in maniera pericolosa la “mira”. Con effetti inquietanti, quando riferito a un oggetto celeste che ronza sulle nostre teste. Anche se, per il momento, l’ultima rottamazione è stata solo un problema dei cileni. Ma dallo Sputnik in poi sono stati catalogati e lanciati nella nostra atmosfera ben 25.600 oggetti. Solo 8.500 di questi sono ancora identificabili e solo per il 6% sono rappresentati da sonde o satelliti ancora operativi. Il resto è la cosiddetta “spazzatura spaziale”: 21% di veicoli spaziali fuori uso, 17% di stadi propulsivi esauriti, 13% da detriti vari, il 43% da frammenti di esplosioni e collisioni. Insomma, di questo passo, entro 50 anni il casco da motociclista dovrà essere d’obbligo anche per i pedoni.
T come TELEVISORE. Oltre a rincretinire e a spargere radiazioni, ogni tanto può pure scoppiare in faccia. Ci è morta carbonizzata una ragazza di 22 anni a Savona, lo scorso 6 marzo; ci è rimasta ustionata una casalinga a Roma, cinque giorni dopo. Come ricordava Mino Damato imitato dal Bagaglino in una parodia di Alla ricerca dell’Arca: «Voi non lo sapete, ma in questo preciso momento ci sono cento televisori che stanno esplodendo nel Deserto di Gobi». Pippo Franco: «Dove non c’è niente, eccetto sabbia e 100 televisori che esplodono?». Pseudo-Damato: «Cento, o giù di lì».
U come ULTRAVIOLETTI. Si scatenano sulla Terra per colpa di chi usa le bombolette spray; fanno venire i tumori alla pelle a chi sta troppo al sole. Non vi abbiamo detto di stare attenti alle abbronzature?
V come VINO. Al metanolo.
W come WATER-CLOSED. A Singapore, un pitone se ne è servito per attaccare “da sotto” un anonimo cittadino che si stava servendo dell’utensile (Fonte: Rai 3, Gaia, 23 marzo 2001). Ma sembra che le vipere nostrane non abbiano di certe frequentazioni.
X come X, RAGGI. Secondo uno studio dell’American Journal of Roentgenology, la mania di fare la Tac ai bambini potrebbe provocare una recrudescenza di tumori nell’età adulta, nella proporzione di 1 su 1000. Secondo critici dello stesso studio, poiché la Tac si fa al 95% quando c’è già un sospetto di cancro, già nel secolo XVI il famoso Signor de La Palisse avrebbe potuto raggiungere risultanze analoghe senza bisogno di ricorrere alla complessa metodologia statistica adottata dal Journal.
Y come YOGURT. Ne avete fatto il vostro alimento principale? Non ditelo a un medico, o rischierete di essere immediatamente internati in ospedale per ortoressia. Ultimissimo grido, è la malattia nervosa di chi, spaventato da mucche pazze, polli alla diossina, pesce all’antibiotico, maiali e abbacchio all’afta, mais e soia transgenica, eccetera, si mette a mangiare solo roba tipo appunto yogurt, cereali e verdure. Dicono i dietologi che un’indigestione di uova salmonellate sarebbe quasi più salutare.
Z come ZOPPICARELLA. Così per secoli i contadini italiani hanno chiamato la malattia che faceva appunto zoppicare le bestie, senza che nessuno se ne preoccupasse troppo. Oggi l’hanno ribattezzata “afta”, l’hanno sbattuta in prima pagina e sta così agitando milioni di italiani, che imprecano contro il progresso corruttore e rimpiangono i bei tempi andati in cui l’uomo viveva in armonia con la natura e l’afta non esisteva. Ignorando che non esisteva semplicemente perché la chiamavano “zoppicarella”.
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