2007, l’anno dell’alberghiero
Non si annuncia euforico il 2007 per il settore del real estate. Ma neppure al ribasso. Diciamo stabile (in modo particolare per il residenziale) che è già un buon risultato visti gli spauracchi dell’ultima estate prodotti dalla coppia Visco-Bersani in materia di stangata fiscale che immediatamente bloccava l’attività delle compravendite. L’incertezza normativa non invita certo ai movimenti. Agli investimenti. Specie quando si tratta di operazioni significative come in genere sono quelle che riguardano il mercato immobiliare. Comunque i correttivi introdotti nella Finanziaria e la novità delle Siiq fanno prevedere, come detto in apertura, un anno di stabilità. E a proposito del nuovo mercato delle Siiq, cioè delle società immobiliari quotate (operative da luglio), c’è fermento. La speranza è che si possa replicare il successo di quelle attive da parecchio tempo in Francia. Una formula che in buona sostanza ha avuto il grande merito di rivitalizzare il comparto del real estate. Gli analisti dicono che l’introduzione delle Siiq in Italia dovrebbe fornire elementi di ottimismo, basti pensare che Oltralpe, dove sono attive da quattro anni, sono giunte a capitalizzare circa 60 miliardi. Riguardo a diversi segmenti, buoni risultati dovrebbe fornire il mercato immobiliare alberghiero, seguito da quello commerciale, sia grande distribuzione sia piccoli negozi.
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