Le vendite di smalti salvano l’economia

Di Elisabetta Longo
12 Giugno 2013

Lo smalto come ricetta anticrisi. Sembra incredibile ma è così, un prodotto di bellezza relativamente superfluo trascina tutto un settore in crisi. Lo racconta l’Independent, attraverso le parole di Tima Reshad, che nel 2011 ha aperto un nail bar a ovest di Londra, nel bel mezzo della recessione. “È stata una scommessa, oltre tutto ero incinta di sei settimane, ma dopo due anni di duro lavoro, posso dire che sto cominciando a incassare”, racconta la donna. Mentre i centri commerciali e i tradizionali negozi di bellezza sono in crisi. Nella capitale britannica il 5 per cento di questo tipo di punti vendita ha chiuso, e nei prossimi cinque anni è prevista la chiusura di altri 5 mila negozi.

INFINITI COLORI. Eppure è proprio una ricerca dell’università di Oxford che dimostra che il successo dei nail bar, dei centri estetici esclusivamente dedicati all’applicazione dello smalto e alle manicure, è proprio nel fatto che propongono qualcosa di diverso, di divertente. E relativamente economico rispetto ad altri trattamenti. “Riceviamo ogni sorta di persone”, racconta sempre Reshad, che offre ai suoi clienti, uomini e donne di ogni età, ben 222 sfumature di prodotto.

PER TUTTI. Una cliente, nel nail bar per l’applicazione di uno smalto semipermanente, che dura circa tre settimane, racconta di spendere senza problemi 60 sterline al mese per le sue unghie. “Una volta solo le star facevano la manicure, ora anche noi persone normali. Con le mani curate mi sento più pronta ad affrontare le sfide quotidiane, e come me la pensano così molte persone”,

CRISI. Helena Bigg, vicedirettore di Scratch Magazine, sta per uscire con un libro sulle nuove tecniche e i nuovi prodotti del settore. “La domanda è così alta, che le marche più famose come Opi e Essie hanno una concorrenza sempre più forte. Nessuno ormai si può permettere un vestito nuovo, ma con una decina di sterline ci si può permettere una nuova nail art, un nuovo colore, ed è come se ci sentisse con un nuovo guardaroba”.

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