Caro Prof., è tempo di migrare

Di Esposito Francesco
26 Gennaio 2000
In Italia 2milioni di insegnanti si sono iscritti ai concorsi. Ma solo 44 mila otterranno una cattedra. Negli Usa si calcola che nei prossimi dieci anni il sistema scolastico americano avrà bisogno di almeno 2milioni di nuovi docenti. Professori, che rimanete a fare in Italia? Fate come i vostri nonni e andate a cercare fortuna negli States

Qualcuno all’ambìto posto di ruolo c’è arrivato a coronamento di una onorata carriera cominciata nell’Italia anni ’50 delle maestrine dalla penna rossa.

A proposito di “I care”
Altri, per il momento, non hanno che un posto di fantaccino nell’esercito dei quasi due milioni di candidati per le poche migliaia di disponibilità della scuola statale. Ci sono pure i sorteggiati dell’ultima ora, il drappello dei 150mila della mitica ordinanza ministeriale n.153. Tra tutti costoro, i sopravvissuti accederanno per promozione darwiniana a una sessione riservata di esami con una graduatoria permanente. Infine, per i 44mila vincitori, quelli che avranno trovato la via di uscita alla tonnara di procedure e quiz, si aprirà la soglia di un’aula di scuola statale, dove nutriranno le giovani menti loro affidate sulla scorta degli orientamenti dettati dal ministro Berlinguer e dai suoi esperti. Si tratta di fortunati cui lo Stato assicura uno stipendio mensile lordo che difficilmente supera i due milioni, giusto quanto basta a un padre di famiglia per pagare l’affitto e le spese. Ma chi glielo fa fare? Gli anni da precari, le adunate oceaniche dei concorsi, le lunghe ore sulle spine, e poi le scuole cadenti, i nuovi astrusi metodi di insegnamento…

“I care” mamma dammi cento lire…

Ebbene, la soluzione, come già fecero molti dei nostri nonni, potrebbe essere un biglietto per l’America. Gli Usa sono infatti il paese dove oggi più che mai la richiesta di insegnanti è maggiore, e che riserva loro le prospettive migliori per formazione e retribuzione. Del resto per il sistema scolastico americano trovare nuovo organico sembra essere una questione di sopravvivenza e il senatore Charles Schumer ha definito la poca disponibilità di insegnanti competenti “il problema più scottante da affrontare. La nuvola nera più minacciosa all’orizzonte è proprio la mancanza di un gruppo di professionisti giovani e preparati che sappiano insegnare ai nostri figli”. Gli ha fatto eco settimana scorsa il segretario Usa all’educazione Richard Riley: “La situazione è talmente drammatica che in alcune scuole siamo stati costretti a mettere di fronte agli alunni qualsiasi essere vivente purché respiri”. E nei prossimi anni le cose non potranno che peggiorare perché migliaia di professori sono in attesa del pensionamento. Così entro i prossimi dieci anni gli Usa avranno bisogno di qualcosa come 2 milioni di nuovi insegnanti, in particolare per le materie scientifiche, un settore dove qualunque competente può trovare un salario migliore (quello medio per un insegnante americano è di poco inferiore ai 50 milioni!) e condizioni più soddisfacenti facendo un altro lavoro.

Sognando California Il senatore Schumer ha ammesso che solo 3mila dei 40mila insegnanti di matematica e scienze assunti l’anno passato hanno avuto una formazione adeguata. Molti distretti scolastici hanno dovuto infatti assoldare chiunque avesse una laurea. “Entravano in classe e non sapevano neppure da che parte iniziare”, ha commentato laconicamente Schumer.

Buone opportunità per gli esuli insegnanti nostrani che approdassero in California: il Governatore Davis pensa di stimolare le assunzioni di personale docente offrendo mutui agevolati per la casa e incentivi fiscali. Ma la proposta più importante viene proprio dallo stesso senatore Schumer, che ha messo a punto un “Piano Marshall per gli insegnanti delle scuole pubbliche”. Si tratta di un programma di incentivi federali dove tra le varie agevolazioni è prevista la cancellazione di tutti i prestiti per le spese di studio a quegli studenti che si laureano e decidono di insegnare per cinque anni; un bonus di 10 milioni all’anno oltre il salario a quegli insegnanti che si specializzano in matematica e scienze superando l’esame dell’Accademia Nazionale delle scienze e agli impiegati federali che si ritirano e passano all’insegnamento la pensione versata dal momento stesso in cui abbandonano l’incarico (analogo provvedimento verrà richiesto ai governi locali e ai privati).

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