europinioni
Palate di humour britannico sul congresso diessino Era inevitabile: la scelta di uno slogan in lingua inglese come tema del congresso nazionale di un partito politico italiano non poteva non suscitare la pesante ironia della stampa britannica. Quell’ I care apparentemente scritto col rossetto (della Ferilli?) sul tabellone alle spalle degli oratori ha scatenato lo humour inglese, che si è accanito con voluttà sui poveri Ds italiani e sulla loro stucchevole anglofilia. “Con la musica di Sting, un videomessaggio del premier britannico Tony Blair e un nuovo “caring” slogan in inglese incomprensibile alla maggioranza degli italiani, l’ex partito comunista della sinistra democratica ha rilanciato se stesso per cercare di restare al governo”, ha graffiato The Times, il notissimo quotidiano di simpatie conservatrici, che non si esime dal definire Walter Veltroni “the boyish Secretary General”, “il fanciullesco segretario politico”. Il quotidiano londinese dà prova di approssimazione continuando a chiamare il partito di D’Alema e Violante “Pds”, ma ritrova tutta la sua precisione quando descrive il Lingotto, “edificio industriale anni Venti di cinque piani più conosciuto all’estero per i collaudi delle auto che venivano effettuate sul tetto, e una volta focolaio del radicalismo operaio italiano e delle proteste dei lavoratori”.
Veltroni troppo “boyish”
per la pin-up Ferilli Se il conservatore The Times è urticante, non è più gentile coi diessini il filo-laburista The Guardian: “Quello che una volta era il più grande partito comunista in Occidente è diventato un’improbabile imitazione del New Labour ieri quando ha affossato il rosso per il blu, la proprietà statale per la privatizzazione e la lotta di classe per… la pop music”. Tra il divertito e l’irritato, il Guardian descrive gli scimmiottamenti laburisti dei post-comunisti italiani il cui partito, come il Times, continua a chiamare “Pds”: “I leader del Pds sono così incantati dal successo di Blair che hanno importato la pop star britannica Sting e hanno usato uno slogan in inglese, I care, per la loro conferenza”. Non c’è quindi da meravigliarsi se “non sono attesi riferimenti alla classe operaia nei discorsi, confezionati per la tv”, ma piuttosto l’apparizione di Sabrina Ferilli, “la più popolare pin-up nuda d’Italia”. All’ultimo minuto, come si sa, una diplomatica “influenza” ha tenuto lontano dal Lingotto la curvilinea Sabrina, vittima di una tardiva resipiscenza degli strateghi diessini della comunicazione. Peccato. La sua apparizione sarebbe stata molto british: la terza pagina di The Sun e degli altri quotidiani popolari inglesi non se la sarebbero mai lasciata sfuggire.
Chi ha proiettato l’ombra di Ben Laden sul Lingotto? Il congresso dei Ds ha dedicato un certo spazio, nella relazione del segretario e in altri momenti simbolici, al Terzo mondo e ai suoi leader più rappresentativi, ma non a quello il cui spettro minaccioso è aleggiato sin dal primo giorno sul Lingotto: il miliardario-terrorista saudita Osama Ben Laden. Il 13 gennaio, guarda caso giorno di apertura del congresso, l’Unità ha dato notizia di un documento dei Nuclei Territoriali Antiimperialisti-Partito Comunista Combattente (Nta-Pcc) rinvenuto a Mestre il 20 novembre che indica come possibili bersagli da colpire vari esponenti del governo D’Alema, fra i quali lo stesso presidente del Consiglio e i ministri diessini Bersani e Bassanini. Il testo, preso per oro colato da giornali e politici di tutti gli schieramenti, puzza di contraffazione o manipolazione almeno in un capitolo: quello in cui i “comunisti combattenti” italiani esaltano le gesta del fondamentalista islamico Ben Laden, autore degli attentati dinamitardi alle ambasciate Usa a Nairobi (Kenya) e Dar es Salaam (Tanzania) che due anni fa causarono la morte di 300 poveri diavoli africani e di una dozzina di americani. Questa bella impresa viene definita dai Nta-Pcc “esemplare attacco”, e il bombarolo saudita si merita il titolo di “guida antiimperialista”. Commenta l’Unità del 14 gennaio: “Questo passaggio contiene… l’approvazione della strage quale strumento di lotta politica. In Italia, Br e altri gruppi hanno sempre rifiutato lo stragismo, che uccide a caso, mentre loro uccidevano solo chi meritava di morire”. Appunto. Non sarà che gli estensori del documento non c’entrano tanto con le Br? “Le Br – scrive Avvenire del 14 gennaio- hanno simpatizzato per la causa araba ma come sostegno al fronte palestinese. Niente a che vedere col fondamentalismo islamico al quale, invece, ha sempre guardato con simpatia l’estremismo di destra”.
Appunto. Non sarà che qualcuno sta preparando lo scenario di una Santa Alleanza Br-Ben Laden-estrema destra, accomunata dall’odio per il partito di Veltroni e D’Alema e per gli Usa, a cui attribuire qualunque nefandezza possa accadere da qui alle elezioni del 2001? Ricordate la “bomba fascista” in via Tasso a pochi giorni dalle supplettive? Tira una brutta aria…
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!