Un po’ a destra, un po’ a sinistra e sei di colpo popolare
Mentre in Parlamento si infervora il dibattito sulla par condicio, (che dovrebbe regolamentare l’informazione politica in campagna elettorale), il Partito Popolare non perde tempo e manda in onda una campagna così così: un’affissione con un labirinto (come quelli delle pagine di enigmistica) dal titolo “Esci”, e degli spot radiofonici che si distinguono per gli speaker che alternano le loro voci, un po’ nell’altoparlante di destra e un po’ in quello di sinistra. Così non si scontenta nessuno. Praticamente il Partito Popolare Italiano ha scoperto la stereofonia, l’effetto surround anche se, ahimè, il contenuto dei radiocomunicati è tutt’altro che avvolgente: finisce per entrare da un orecchio e uscire dall’altro: “Ti scopri di colpo popolare”. La solita aria fritta. E fritta male. A volte alla mancanza di idee si tenta di porre rimedio con gli effetti speciali. Che ormai funzionano a malapena per il supermercato, figuriamoci per la cabina elettorale. In politica, si dice, servono i contenuti, i programmi. In pubblicità serve la creatività. E una buona programmazione. Tutti i partiti sostengono che la pubblicità elettorale è essenziale per conquistare l’elettorato potenziale. Ma non hanno ancora capito che se fatta come la politica, specialmente come quella degli ultimi anni, invita sicuramente a cambiare. Soprattutto canale.
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