Guida a una gloriosa trattoria della vecchia Milano
Avete presente certe prime donne della ristorazione? Alla Gualtiero Marchesi tanto per intenderci. Bene, la critica – quella vera, non da giornal-oste – si “permette” di raccontare la verità, e apriti cielo! Si scatena il finimondo. Ora, non è certo il caso di ritornare sul putiferio che il “Gualtierone” ha scatenato dopo la bocciatura di quest’anno da parte della Guida dell’Espresso. Uno spettacolo davvero sconfortante. Giornali, radio e tv chiamate a raccolta per spiegare quanto fossero fuori di testa Raspelli&C. che, orrendo peccato, avevano avuto l’ardire di raccontare ciò che avevano mangiato e visto nelle loro numerose visite alla tavola del “Re di Erbusco”. Soprattutto, perché avevano osato dire che il “Re è nudo”! Vale la pena, perciò, raccontare anche a Gualtiero, come un altro mito della ristorazione lombarda, Pino Masuelli, titolare dell’omonima trattoria di Milano, invece di lasciarsi andare a reazioni isteriche dopo il “votaccio” avuto quest’anno dalla Guida dell’Espresso, si sia rimboccato le maniche invece di nascondersi dietro i successi accumulati in tanti anni di onorato servizio. Dimostrando di saper accogliere le critiche in modo intelligente. Non per niente, nelle nostre ultime visite, abbiamo già registrato note molto positive che segnalano un’interessante inversione di rotta. Le porzioni stanno ritornando ad essere generose come un tempo, il fumo durante il servizio è abolito, le materie prime sono quelle di qualità che conoscevamo. In poche parole, la strada è quella giusta e l’impressione è che Pino Masuelli abbia capito che solo a suon di Barbere – perché questo, per la nostra gioia, è uno dei luoghi più barberosi di Milano – e di piatti della memoria – godetevi i bolliti il lunedì, la trippa il mercoledì, la cassoeuela il giovedì, il merluzzo (radioso!) il venerdì – la sua trattoria può rimanere quel baluardo del gusto, quell’angolo familiare e goloso, che ne ha fatto in questi anni una delle nostre mete preferite. Non sarà solo merito della severa Guida dell’Espresso – peraltro esposta in bella vista all’ingresso nonostante il voto negativo? – ma se ha contribuito a restituirci una delle migliori trattorie di Milano, beh, caro Marchesi, questa settimana lasciaci brindare all’ignoto “mano nera” dell’Espresso e a Pino Masuelli con il piacevole San Colombano Balestra 1998, della Poderi di San Pietro (0371/208054), petillant e gioioso, dal colore rosso rubino intenso e dai suadenti profumi floreali di violetta e rosa canina. (ardocg@tin.it)
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