Paradiso

Di Contri B. Giacomo
01 Marzo 2000
Simplicissimus

(C’è stato un Convegno sull’economia a Trieste). Non sono interessato a un “paradiso” di cui non posso farmi un’idea. E non sarebbe serio un Dio che facesse promesse impensabili e confondesse amore e bontà con il pensare tutto Lui. Non è così nemmeno tra mamma e bambino piccolissimo: il bambino pensa subito, e se lo si tratta come non pensante lo si fa ammalare, e la sola forma di pensiero che gli resterà sarà quell’ultimo sbocco del pensiero che si chiama odio. E l’odio puro è stupidità come forma, e miseria: convive solo con i pidocchi. Ecco l’inferno: pidocchi e idioti, non fiamme. Non me lo vedo Dio così antieconomico da sprecare tanto combustibile per l’eternità. Il paradiso, lo penso come l’avvento di una città con finalmente l’evento di un vero “homo oeconomicus”, nel pensiero, negli atti, nella riuscita. L’uomo competente. Libero. Uno che ama perché capace di iniziativa, partnership, ricchezza (come il Dio cristiano). Ma l’homo oeconomicus della teoria economica – un individuo astratto preteso “universale” e “razionale” – è un povero diavolo che “tira a campare”. Senza desiderio e iniziativa: iniziativa e desiderio combaciano. Un tale uomo ha in bocca la sola parola “sopravvivere” (campare), parola chiave della teoria psicologica odierna.

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