Ben venga la Seconda Repubblica (anche dell’informazione)
La politica si dice che non interessa più. Chissà poi di che altro ci si dovrà interessare visto che dalla politica dipende la pace, l’assetto civile e il benessere di una nazione. Ma forse non sarà solo colpa dei politici, se crescerà (e vedremo dove) l’astensionismo elettorale. Prendete il caso del cosiddetto Quarto Potere che col suo esercizio del diritto di cronaca dovrebbe stendere il suo manto di informazione a garanzia dei cittadini e controllo di governo e istituzioni. Prendete una prima pagina dei due maggiori quotidiani nazionali dell’ultima settimana e leggete di uno Scalfari che va a caccia del piano segreto dell’Opposizione Kattiva o di un Ferruccio De Bortoli che, nell’anniversario del genocidio di un milione di esseri umani, cerca “dei gorilla (“dal 1994, dopo lo scoppio del genocidio in Ruanda ne sarebbero morti più di venti”) sopravvissuti agli orrori della guerra in Ruanda”. Che ci volete fare, a che serve favorire la formazione di un giudizio sulla base di fatti e non di suggestioni? Ha senso documentare come sono state governate nelle diverse regioni la sanità, la scuola, il commercio, il turismo, le entrate fiscali, il demanio, lo sport etcetera, se è sulla base di queste informazioni che il cittadino dovrebbe esercitare il suo diritto di voto? Chissà.
Dicono peste e corna del Giornale, dicono che è Il Giornale di Arcore. Ma intanto se non prendiamo Il Giornale di Arcore nessuno ci informa del blind trust che la sinistra ha imposto agli italiani. O che noi, lettori del Giornale di Arcore, essendo destra antimoderna, giustamente ci rappresentano come dei pedofili nelle fiction Rai. Noi che siamo uno sputo nell’oceano mediatico, in quanto sputo ci lusinga che altri, ben più autorevoli di noi e, anzi, la più autorevole rivista italiana in fatto di media (Prima Comunicazione, nel numero di marzo) ci definisca “settimanale di lieviti cattolici e di pasta polista, con buona caratura cerebrale”, o che pur nel nostro formato bonsai si trovi qualche modesto racconto e lettura di fatti. Ci piace vedere che ogni tanto una Corte dei Conti qui o un The Economist là, diano ragione al filo di documentazione e pensiero politicamente scorretto che inseguiamo da qualche anno. Solo ci domandiamo: com’è che noi qui, questi quattro gatti che siamo, riusciamo a fare qualche inchiestina sull’Italia reale, mentre quelli che hanno redazioni da sei-settecento giornalisti pirlano in giro e fanno inchieste soprtatutto a Mosca o tra i gorilla africani? Com’è che non si è visto nemmeno uno screening dell’immigrazione in Italia, di come sono state utilizzate le risorse nelle varie regioni, di come sono cambiati la sanità, la scuola, la polizia, i tribunali? Com’è che, lasciando stare gli organi di partito, noi non prendiamo una lira dallo Stato e questi che ci fanno lezione di giornalismo libero e indipendente – come leggiamo ancora solo sul Giornale di Arcore – prendono dallo Stato palate di miliardi per fare quotidiani economici (cfr. Italia Oggi,10 miliardi!), settimanali ricchi (cfr. Il Cittadino, 4,5miliardi!), stampa commerciale (Motocross, 1,35 miliardi!), periodici sconosciuti (cfr. Il Denaro, 1,6 miliardi!), riviste sublimi (cfr. Cavalli e corse, 3,25 miliardi!) e casette in Canadà (cfr. Il Corriere canadese 1,394 miliardi!) ? Volendo essere partigiani fino in fondo (ma alla prova dei fatti – verificare leggendo l’Elefante per credere – non fessi) gli unici soldi spesi bene dallo stato sembrerebbero quelli spesi per Il Foglio. Sappiano comunque i lettori del Sud, irretiti dai filosofi governativi, che se vince il Polo, dal Nord non avranno nulla da temere, se non la perdita delle loro catene. E sappiano pure i lettori del Nord – specie quelli di Lombardia, depistati dall’aristocrazia un po’ sindacalizzata, un po’ radical-chic, un po’ curiale di Via Solferino – che dopo il 16 aprile forse si aprirà qualche spazio in più per cominciare a discutere di trasparenza anche nel settore dell’informazione.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!