Regole e fregole
“Apriti Teramo. Apriti sedano. Apriti bastardo”. Un insuccesso dopo l’altro per Alì Babà costretto a ricorrere a IOL per trovare la parola d’ordine. Che gli aprirà la famosa porta e molte altre del pianeta Internet. Stiamo parlando della nuova campagna di uno dei più famosi provider che ritorna alla grande con una divertente pubblicità. Trenta secondi per un piccolo pezzo di cinema che ha tutti gli ingredienti per sbancare i festival della prossima stagione pubblicitaria: semplicità, impatto, originalità, humour. Ingredienti che spesso capita di ignorare o dimenticare. Come è successo per esempio a Ungaro, il famoso couturier che ha scelto la stampa periodica per una campagna di dubbio gusto. Protagonista la solita diafana modella anoressica e un bianco pastore. Non un pastore sardo ma un pastore tedesco. Un cane. Col quale la bellissima donna si intrattiene, in pose e atteggiamenti da vera amante degli animali. Letteralmente. La bella e la bestia ci regalano così pagine (anche in versione sado-maso) di un’esagerata morbosità, che qualcuno ha pianificato su riviste qualsiasi ma avendo in mente Playboy. Che distratto. Provocare, scioccare, abbattere ogni tabù: questo sembra il diktat di una certa comunicazione, non solo nel mondo della moda, che per conquistarsi il pubblico è disposta a tutto. Secondo una vecchia regola: bene o male, l’importante è che se ne parli.
Tuttavia molte donne, che parlano molto, non vanno più da Ungaro: hanno paura dei cani.
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