Testa il topo e sai cosa mangi

Di Tempi
26 Aprile 2000
Alcuni degi esami tossicologici usati per studiare la pericolosità (sui ratti) delle sostanze chimiche

Test di mutagenicità di Ames: serve per rilevare le sostanze in grado di indurre mutazioni. Una certa sostanza viene somministrata a batteri dopo averla posta a contatto con estratti di fegato di ratto (in questo modo si cerca di mimare l’effetto dell’ingestione). Questi batteri vengono usati come rivelatori di mutazioni. Se avvengono mutazioni, queste si possono mettere in evidenza, classificare e contare facilmente. Con questi esperimenti si è scoperto che il corpo (tramite il fegato in genere) è capace di trasformare sostanze apparentemente innocue in sostanze mutagene e quindi altamente tossiche.

Test di tossicità: si distinguono in tossicità acuta e cronica;
un esempio di test di tossicità acuta è quello eseguito sul coniglio: si applica una forte dose a contatto diretto con la pelle dell’animale e si valuta l’effetto dopo un certo tempo (p. es. 24h); nei test di tossicità cronica il composto viene dato in una certa dose che in genere è quella dose a cui l’animale non mostra sintomi di malessere a breve termine (vedi box 3, MDT), 7 giorni alla settimana per 2 anni (nei ratti). Lungo la durata dell’esperimento si controlla se il numero di topi morti o malati aumenta rispetto ai ratti di controllo (cioè a quelli a cui non viene somministrata la sostanza in esame). Se ci sono patologie particolari ricorrenti si cercano indici per descriverle e si fanno tutti gli esami del caso (si guarda per esempio il peso di singoli organi o i valori di parametri del sangue…). Una tossicità cronica è più difficile da scoprire perché richiede studi più lunghi e su molti animali. Studi di questo tipo vogliono appunto mettere in evidenza se l’esposizione prolungata a basse dosi ad una certa sostanza provoca o è frequentemente correlata con una malattia.

Il test di carcinogenicità è un caso particolare di tossicità cronica:
Prima si cerca la MDT (come per la tossicità cronica) e poi si somministra la sostanza a 50 ratti maschi e 50 femmine per due anni. Si registra il numero di casi ed il tipo di tumori e si vede se esiste una correlazione.

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