Vendesi appartamenti, arararah…

Di Addis Piero
31 Maggio 2000
Ufficio Reclame

Una regola fondamentale del Codice di Autodisciplina è che la pubblicità deve essere veritiera, non ingannevole. Una regola che tutti gli addetti ai lavori conoscono, ma che non sempre rispettano. (I pubblicitari sono come gli automobilisti: a volte passano col rosso, superano pericolosamente i limiti di velocità e causano qualche incidente). Più il livello della comunicazione si abbassa, maggiore è la noncuranza di tale Codice: prevale un linguaggio da imbonitore, stile Wanna Marchi (con tutto il rispetto per la signora degli intrugli). Ma anche categorie merceologiche più ricche e insospettabili, come quella immobiliare, dove ogni anno si fanno affari per circa ventiseimila miliardi, preferiscono da tempo comunicare attraverso uno stile di rara bugiardaggine e un lessico che ha sempre bisogno di un interprete: “Casa d’epoca, signorilissima, adiacenze Maggiolina, immersa nel verde, su tre livelli, terrazzatissima, ampio soggiorno, cucina abitabilissima, sala hobby, tre camere e oltre, due bagni, posto auto, da personalizzare…” eccetera. Una gran villa sulla carta: sono andato a vederla. Traduzione: casa vecchia, normalissima, su viale Marche davanti al semaforo di viale Zara, un alberello striminzito e asfissiato dai gas di scarico dei tir, tre livelli di cui uno sottoterra, due balconcini ini-ini, soggiorno obbligato, tre buchi e oltre ci sono i vicini, un bagno e un cesso, posto auto e non la muovi più, completamente da ristrutturare… eccetera. Il prezzo? Mutuabilissimo, comodamente dilazionabile, ottimo investimento, affarissimo. Sul giornale dove abbiamo letto l’annuncio compare il claim “La serietà ha trovato casa”. Probabilmente c’è qualche refuso!

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