No, vogliono ridurla a un oratorio
E’ forse l’organizzazione scolastica che più di ogni altra in questi anni ha combattuto senza tregua i riformismi à la page del ministero della Pubblica istruzione. E per la Gilda l’anno degli insegnanti finirà all’attacco come era cominciato, nonostante l’esautorazione all’ultimo congresso nazionale del suo fondatore e leader storico, Sandro Gigliotti. “E’ stato un colpo di mano dell’ala più radicale dell’organizzazione – spiega Gigliotti – e ora il rischio è che la Gilda si schiacci sulle posizioni dei Cobas”.
L’ufficiale Gigliotti torna in fanteria, ma il morale della “truppa insegnanti” non è che migliora perché vanno di scena i Cobas…
Il disagio degli insegnanti ha innanzitutto una ragione economica di fondo: questo è l’unico paese al mondo dove gli insegnanti sono pagati meno di bancari, autisti di autobus, cuochi…
Nella logica della domanda e dell’offerta i numeri dicono che siete troppi …
D’accordo, abbiamo sbagliato mestiere. Li tirate su voi – giornalisti, bancari, autisti, politici, cuochi – i giovani? Non si arrabbi. Spieghi piuttosto: che significa oggi, nella scuola italiana, “tirar su i giovani”? Oggi significa una pletora di attività curriculari: educazione alla salute, al traffico, alla socialità, alla sessualità, alla legalità… Tutto a discapito dello studio dell’italiano, della matematica, della fisica… E così i docenti finiscono per assorbiti da attività relazionali e adempimenti burocratici: dalla preparazione delle gite, all’attività progettuale, ai vari Pof, i disgraziati piani dell’offerta formativa. Ovvio che un professore non sappia più bene quale sia la sua funzione. Ecco, la scuola sta diventando un gigantesco oratorio parrocchiale che accudisce e fa socializzare.
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