Vogliono la scuola dei piccoli manager…
E’ stato uno dei primi a lanciare l’allarme sull’impoverimento culturale cui era sottoposta la scuola italiana. Docente di calcolo delle probabilità all’università di Tor Vergata a Roma, Lucio Russo è un professore di sinistra che ha attaccato il processo di autonomia e “aziendalizzazione” del nostro sistema scolastico. Ridotto, secondo la sua analisi, a officina per tecnici di produzione e consumatori ignoranti di tutto tranne che delle nozioni necessarie ad acquistare l’ultimo prodotto di moda. “Oggi nella scuola si respira un’aria di rassegnazione, come se la maggioranza dei docenti ritenesse che non ci sia più nulla da fare per scongiurare il crollo culturale cui va incontro la scuola. Si assiste a uno svuotamento dei contenuti, come se ciò che si insegna in fondo fosse irrilevante. L’impressione di molti è che ciò che si chiede è di rendere più piacevole il soggiorno a scuola dei ragazzi”.
Nel suo libro “segmenti e bastoncini” giudicava con molta durezza la corsa alla modernizzazione e all’innovazione tecnologica che si registra nella scuola: “La nuova scuola deve preparare soprattutto consumatori, oltreché contribuenti ed elettori” disposti a “ignorare qualunque tipo di cultura generale”, scriveva.
Il fenomeno è anche più evidente oggi di due anni fa quando scrissi il libro. E’ il mondo produttivo che richiede una formazione sempre minore e la scuola si adatta.
Lei è normalmente definito un “professore di sinistra” però si è subito mostrato molto critico sul progetto di riforma della scuola di Berlinguer. In che senso questa riforma, prodotta da un governo di sinistra, ha tradito le sue aspettative? Forse bisognerebbe chiedersi in che senso questo e quello precedente siano stati due governi di sinistra. Certo colpisce l’entusiasmo con cui ministri come Berlinguer e molti esponenti diessini hanno sposato la causa dell’aziendalizzazione della scuola, quasi una gara a mostrarsi i primi in questa direzione. Forse per nascondere la loro tradizione che andava in senso opposto.
A questo punto quali sarebbero le prime scelte da operare per evitare quel crollo ineluttabile di cui parlava prima? Non ci sono prime o ultime scelte perché sono collegate tra loro. Certamente uno dei primi punti da affrontare è il reclutamento dei docenti e il loro trattamento economico e, di conseguenza, la formazione universitaria. C’è poi il grande tema dell’innalzamento dell’obbligo scolastico. se i dati che parlano di un 30% di analfabeti di ritorno sono veri, l’innalzamento introdotto trenta o quarant’anni fa è stato un fallimento. Bisognerebbe evitare che l’innalzamento dell’obbligo a 16 anni non corrispondesse a un abbassamento del livello di formazione: se il principio democratico che guida la scuola dell’obbligo è che ciò che non si può insegnare a tutti è opportuno non insegnarlo a nessuno, con l’obbligo a 18 anni sarà vietata qualsiasi forma di acculturazione prima di quell’età. Mi sembra ci si preoccupi molto di quanti prendano il diploma e poco di quanto imparino veramente. La stessa logica sta guidando la riforma dell’università il cui principale scopo sembra quello di ridurre il numero degli abbandoni. Se il problema sono le statistiche europee ci sarebbero sistemi più efficaci per migliorarle: molti si iscrivono in università solo per rinviare il servizio militare, perciò sarebbe sufficiente cambiare la legge sulla leva e le statistiche ne trarrebbero grande beneficio.
Come giudica l’esordio del neo ministro Tullio De Mauro? Sembra che il suo mandato fondamentale sia quello di recuperare consensi offrendo aumenti agli insegnanti…
Per ora sospendo il giudizio. Certamente è stato coinvolto nell’amministrazione precedente, ma trovo significativo che non facesse parte della commissione dei super-saggi. Evidentemente non credeva fino in fondo a quel progetto. E poi bisogna rilevare che culturalmente con lui il livello si è nettamente elevato. Forse non basterà perché magari avrà il sopravvento il dato politico della continuità, ma è comunque un dato, fra tanti motivi di pessimismo, che mi fa sperare.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!