Biotecnologie, se le conosci non le temi

Di Gaspari Antonio
21 Giugno 2000
E' lo slogan di qualche multinazionale del genoma umano? No, è quello coniato dalla Pontificia Accademia pro Vita. La chiesa cattolica si schiera con la ricerca scientifica e mette in guardia dal sonno della ragione che genera mostri

Autorità scientifiche, aziende agricole ed esponenti dei paesi in via di sviluppo indicano le biotecnologie come la “nuova frontiera della ricerca mondiale” mentre l’opposizione luddista e romantica delle truppe ecologiste le bollano come “stravolgimento del codice della vita”.

Posizioni contrastanti e confuse che favoriscono apparentamenti innaturali e incoerenti. Nelle mille anime di quella che è stata chiamata la Seattle Italiana e che Bertinotti ha definito come “Nuova sinistra” c’erano anche alcuni cattolici. Così In corteo a Genova contro la Fiera TeBio a fianco dei Centri Sociali, degli Anarchici, di Greenpeace e del WWF c’erano esponenti di Nigrizia, di Pax Christi, sacerdoti come Don Gallo e Don Vitaliano Sala. La foto della femminista sostenitrice del libero aborto Grazia Francescato abbracciata a Don Gallo ed a Fausto Bertinotti, è stata pubblicata da tutti i maggiori organi di stampa.

Ma sbagliano coloro che pensano che la chiesa cattolica si sia schierata contro le biotecnologie.

In realtà la Pontificia Accademia pro Vita, innumerevoli docenti universitari impegnati in associazioni cattoliche ed esponenti del Vaticano hanno espresso un parere favorevole agli ogm (organismi geneticamente modificati) ed un giudizio molto critico nei confronti del movimento ambientalista.

Per chiarire il punto di vista cattolico, dopo un paio di anni di intense consultazioni con gli esperti del settore, la Pontifica Accademia pro Vita ha pubblicato il volume “Biotecnologie animali e vegetali- Nuove frontiere e nuove responsabilità” (Libreria Editrice Vaticana 1999).

Durante la conferenza di presentazione del volume il prof. Giuseppe Bertoni, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza e coautore del volume ha spiegato che “E’ vero che bisogna rispettare dei limiti etici ma è soprattutto vero che bisogna far conoscere la realtà delle biotecnologia per questo dico “Biotecnologie, se le conosci non le temi”.

E mons. Elio Sgreccia Direttore dell’Istituto di Bioetica dell’Università
Cattolica di Roma e Vicepresidente della Pontificia Accademia pro Vita, ha chiarito che: “Le biotecnologie vanno viste nella loro capacità di miglioramento, di avanzamento e di complemento della natura. Possono migliorare i prodotti vegetali e accrescere certe risorse animali, per favorire li progresso dei paesi in via di sviluppo”.

Sui pericoli di una confusa religiosità dei movimenti ambientalisti il cardinale Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura, ha detto che: “Si tratta di un sincretismo che mette insieme religione, misticismo, spiritualità e scienza sperimentale che alla fine conduce spesso ad una sorta di neopanteismo, dove Dio viene identificato con la natura”.

Vale per tutti il parere di Norman Borlaug, premio Nobel per la Pace e padre della prima rivoluzione verde, il quale ha dichiarato: “L’opposizione ecologista ai prodotti transgenici è “snob” e conservatrice. Le critiche vengono, come sempre, da quei settori più privilegiati, quelli che vivono nella comodità della società occidentale, quelli che non hanno mai conosciuto la fame”.

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