Il boom del pensiero (debole) su Dio

Di Frangi & Stolfi
28 Giugno 2000
Senza ombrello

Nell’anno del giubileo Dio fa boom. Lo ha detto Repubblica, commentando le 75mila copie del numero speciale di Micromega dedicato al tema. In giro per l’Italia le mostre con a tema il sacro si sprecano: Bologna, Venezia e Oropa (la più piccola e più sorprendente).

Ma la meditazione sull’Altro se non è sanguinante e anche scandaloso grido per un’assenza (vedi i casi di Hermann Nitsch o di Wolf Vostell a Oropa), sembra l’esercizio di chi cerca di macinare l’acqua. Viene in mente un episodio stupendo dal Primo libro dei Re, nella Bibbia. Elia sfida i seguaci di Baal a verificare qual è il vero Dio, se il loro o il suo. La sfida sta nel far appiccare da “Lui” il fuoco per un sacrificio. Cominciarono i seguaci Baal. “Quelli invocarono il nome di Baal dal mattino fino a mezzogiorno, gridando: ‘Baal, rispondici!’. Ma non si sentiva un alito, né una risposta.

Quelli continuavano a saltare intorno all’altare che avevano eretto. Essendo già mezzogiorno, Elia cominciò a beffarsi di loro dicendo: ‘Gridate con voce più alta, perché egli è un dio! Forse è soprappensiero oppure indaffarato o in viaggio; caso mai fosse addormentato, si sveglierà'”. Naturalmente Baal non si fece vivo, nonostante quegli “invasati” (la parola è della Bibbia) si dessero da fare come matti. Morale: occhio alle overdose di religione.

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