Uniti nel consiglio
Probabilmente è la prima volta che i due più autorevoli consiglieri di Silvio Berlusconi si trovano in così perfetto accordo su un giudizio politico. Stiamo parlando di don Gianni Baget Bozzo e Giuliano Ferrara, autore dell’editoriale sul Foglio di sabato 10 giugno (“Caro Ciampi: votare, votare, votare”) dove bacchetta il governo in carica che per un ironico paradosso tutto italiano (rilevato perfino dall’Espresso) conta ogni giorno di meno rispetto al governo “ombra” in preparazione nelle fucine berlusconiane (e per il quale già molti si mettono in opportunistica fila, nell’attesa della “grande transumanza” prevista per la primavera 2001).
“Il governo ombra contro l’ombra del governo Amato”, riassume efficacemente Ferrara. Tuttavia la vera anomalia è che chi ha vinto rimanga all’opposizione, mentre la cosiddetta maggioranza, delegittimata da tre tornate elettorali (europee, regionali e referendum), “sfilacciata e litigiosa”, “senza leader né candidato alla leadership”, resti ancora pervicacemente aggrappata al potere, costringendo il paese a una deriva che potrebbe durare ancora a lungo, dieci mesi di “sceneggiata senza né capo né coda”. “Si può continuare così senza danni?” si chiede il direttore del Foglio.
E’ chiaro a tutti che una situazione tanto surreale, nonostante “l’elasticità” del sistema politico italiano, diventerà sempre più difficile da gestire. Tanto più ne è consapevole il presidente Ciampi. Eppure non ha ancora preso alcuna iniziativa. “E noi ci domandiamo e gli domandiamo il perché”.
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