Ancora sul ministro De Mauro

Di Tempi
21 Giugno 2000
leggo il comunicato del ministro Tullio De Mauro sul "caso Locci"...

Egregio direttore, leggo il comunicato del ministro Tullio De Mauro sul “caso Locci”, nel quale il ministro si dichiara sorpreso che il professore, insegnante di Italiano, si sia dichiarato incompetente ad interrogare all’esame di Stato in filosofia. Il ministro infatti sostiene che vi siano “affinità” tra le discipline di Italiano, Storia e Filosofia, affinità tali che giustificherebbero il fatto che al professore si chiede di interrogare su di una materia che non è la sua.Ma il punto è: l’insegnante in questione ha l’abilitazione all’insegnamento della Filosofia? Se la risposta è
affermativa, si può allora parlare di dichiarazione di incompetenza da parte dell’insegnante: se è negativa,non ha alcun senso dire che l’insegnante si è
dichiarato incompetente, perché semmai sono incompetenti gli addetti agli uffici pubblici dell’amministrazione.

Le dichiarazioni sulle “affinità elettive” delle materie umanistiche (fatte peraltro da uno che dovrebbe essere competente in un settore umanistico) vanno nella direzione di un’idea di insegnante “tuttologo” che in fondo non ha importanza che sappia veramente qualcosa: basta che si arrangi in qualche modo a tappare le falle della struttura, facendosi aiutare da qualche compiacente collega a mettere giù qualche domanda, senza addentrarsi troppo nei particolari.

Le dichiarazioni di De Mauro fanno realmente rimpiangere il precedente ministro Berlinguer, il quale, intravvedendo la fine della sua carica, si era “pentito” riguardo alla esclusività delle competenze, sostenendo che non potevano essere dimenticate le conoscenze.

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