Competitività, debacle italiana
Un forte allarme sulla scarsa e decrescente competitività dell’economia italiana è stato rilanciato per l’ennesima volta cogliendo l’occasione del dibattito sulla presentazione del Dpef, il Documento di programmazione economico-finanziaria del governo sulla cui base verrà stesa la legge Finanziaria per il 2001. Il governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio ha lamentato che l’indice di competitività basato sui prezzi alla produzione nel ’99 è peggiorato del 2,3 per cento nei confronti di tutti i principali partner commerciali dell’Italia, e che dal ’96, cioè da quando l’Italia è rientrata nel sistema di cambio fisso, la perdita nei confronti dell’area dell’euro è del 14 per cento; ancora peggio la perdita di competitività in termini di costo del lavoro per unità di prodotto: in questo caso negli ultimi quattro anni l’Italia ha perso 17 punti percentuali nei confronti di Francia e Germania. Il giorno dopo il presidente di Confindustria Antonio D’Amato ha dichiarato: “Se ci fosse un dividendo fiscale, esso va investito in competitività di sistema e per ridurre gli oneri delle imprese”.
Davvero la competitività dell’economia italiana sta cadendo così in basso? Sì. La prova sta nelle tabelle dell’autorevole International Institute for Management Development (Imd) di Losanna, che dal 1996 pubblica la classifica mondiale della competitività per 47 paesi che comprendono sia quelli industrializzati che le principali economie emergenti.
Dai dati relativi al 2000 si evince che l’Italia, col suo 32° posto, è attestata nella parte medio-bassa della classifica generale ed è ormai il penultimo paese dell’Unione Europea (Ue), dove precede soltanto la Grecia che però la sta rimontando.
L’Italia non è l’unico paese dell’Ue che ha perso posizioni nell’ultimo quinquennio: forti arretramenti hanno registrato anche la Danimarca, l’Austria e il Belgio. Ma le perdite italiane hanno comportato il sorpasso da parte di Spagna e Portogallo, mentre la Grecia ha ridotto da 12 a 2 posti la sua inferiorità all’Italia.
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