Docetismo

Di Contri B. Giacomo
26 Luglio 2000
Simplicissimus 29

Oggi, tutto è “docetismo”: da un verbo greco, “dokéin”, che significa sembrare. Eresia di diciannove secoli fa: Cristo sembrava uomo, ma era un trucco divino. A fin di “bene”. Quale? Ecco il nocciolo del docetismo: Dio intrattiene con gli uomini solo un nesso pedagogico, o educativo, per comandare nella tabula rasa della loro testa qualcosa di divino, dal superiore software divino all’inferiore software umano. Incarnazione come pedagogia pura: uguale nessuna incarnazione. Ai docetisti non dava disturbo che Cristo mangiasse o avesse il Dna, purché esente da ciò che più è umano: il pensiero, e pensiero libero di un corpo disponibile a esso. Se Cristo pensa allora Dio “ha conversato con gli uomini”. Invece nel docetismo Dio è il sommo Utopista: infatti “Utopia” significa comando pedagogico di uno, o pochi, a tutti (per un loro “bene” ineffabile ossia sfuggente al pensiero). In quella lontana epoca i cristiani hanno almeno teologicamente vinto la battaglia. Oggi l’hanno persa sia quanto a Cristo sia quanto all’uomo: adesso la Cultura – psicologica, educativa e in generale organizzativa – è docetismo sull’uomo, che “sembra” uomo ma non ha pensiero bensì programma assegnati. Mentre si combatteva l’a-teismo si affermava l’a-uomismo.

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