Testoriana
Preparandoci ad allestire un libro bio-fotografico su Giovanni Testori (uscirà prima di Natale), abbiamo tra le mani una carrellata di 5O anni di cultura italiana per immagini (e parole, perché le didascalie spesso parlano più di interi romanzi). Strana sensazione: sembra più vivo quel mondo di quello in cui pur viviamo. Merito indubbiamente di Testori, che laddove si situava, agitava subito la vita, te la sbatteva in faccia, non lasciava mai scampo a nessuno dei suoi interlocutori. Sbagliava, Testori. Quanti sbagli commetteva! Stroncature esagerate, opere strabordanti, persino attribuzioni di quadri che oggi vengono contestate. Era davvero un errore vivente, un fuori luogo in qualsiasi luogo. Esattamente quello che manca al presente, dove nella cultura ognuno sta nella sua gabbietta, tutti sono bravi, anzi bravini. E le opere sono in media molto carine. E le idee tutti brillanti. In un orizzonte così Testori sarebbe entrato come un bue. Scassando tutto, magari anche qualcosa che non meritava di essere scassato. Ma è meglio, molto meglio il suo terremoto, dei bei presepini che ci circondano.
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