In viaggio con Clirim

Di Clirim Muca
30 Agosto 2000
Ci si può impedire di guardare la realtà inondata dalla luce del giorno imprecando contro le tenebre che avvolgono il mondo? Sì, questo è il comunismo. Che ha prodotto milioni di diseredati in fuga disperata, con le buone o con le cattive. Con le buone, se hai avuto una mamma che nella più buia delle notti e nella peggior fame, non ha mai cessato di sussurare al suo bambino che “il mondo, così come lo ha creato Dio, è buono”. Storia di un ragazzo albanese

Nel 1967 io compivo un anno.
L’Albania comunista festeggiava i suoi ventidue anni di regime. Copiando “la rivoluzione culturale” cinese, in Albania si distruggevano i luoghi di culto e venivano abolite le religioni, proclamando il primo paese ateo nel mondo. L’irrazionalità dell’ideologia comunista arrivava al culmine. Si stava sperimentando la dittatura che andava fino al profondo dei cuori della gente, cercando di controllare anche il credo di un popolo. Mi sforzo d’immaginare il primo giorno dell’Albania senza il suono di una campana e la voce del muezzin dalle minareti delle moschee. Il silenzio spaventoso, la sensazione di abbandono totale, lo sgomento nei cuori della gente e la paura che regnava ovunque. Sembrava che Satana stesse sperimentando il suo regnare sulla terra; abolendo le Sacre Scritture e sostituendole con una nuova, magari provvisoria, bibbia del Marxismo. Quando vince il male non vuole dire che sparisce l’uomo! Si taglia il filo che collega l’uomo a Dio, si perdono i punti di riferimento, muore la speranza, si precipita verso il buio, ha luogo la notte polare dei cuori. Gli inni alla gloria di Dio che si cantavano nelle chiese e nelle moschee, erano sostituite con l’inno al dittatore nei tanti centri culturali spuntati ovunque come funghi. I centri culturali erano diventati i nuovi “luoghi di culto” della dittatura. La mattina si doveva inneggiare al Partito e alla sua guida, in cortile davanti alle scuole. Tutti in fila anche se pioveva. Quasi sempre alle ultime ore c’era l’educazione comunista. Dopo la lezione andavamo a casa fieri e felici perchè c’era qualcuno in questo mondo che ci amava più dei nostri propri genitori; era il nostro capo, il faro del marxismo, la luce del mondo: Enver Hoxha.

E mia madre bisbigliava una preghiera…
Avevo otto o nove anni, quando cominciai a fare le prime domande ai miei genitori. Ricordo una sera buia senza energia elletrica. Alla finestra col papà aspettando il ritorno della luce. Mia madre a preparare la lampada a olio, da accendere, giusto per la cena. Una sera illuminata soltanto dalle stelle. Delle stelle accese come milioni di lampadine, in una notte di festa e mio padre che mi spiegava, secondo la rigorosa teoria scientifica, la formazione e la composizione delle stelle. A me, una domanda nata spontanea: “e Dio esiste papà?” Mio padre era un ateo, amante della scienza e del materialismo; era ovvia la risposta. Mia madre si arrabbiò. Aveva la sua religiosità, in silenzio, nel suo intimo.” Che vuoi che ci faccia Dio di più?” diceva mia madre, “peggio di così non si può andare. Siamo diventati dei ciechi ecco cosa siamo diventati.” Quella sera, come tutte le altre sere quando mi coricavo a letto, mia madre mi bisbigliava una preghiera che per me sembrava una dolce ninnananna. Metteva nelle mani di Dio la salute dei suoi figli.

Nemmeno la più pazza educazione, può togliere il centro di gravità
Come molti della mia generazione, di tutti e tre le confessioni dell’ Albania, l’incontro con la religione sono state quelle preghiere della madre, o della nonna, che sembravano residui dei tempi antichi, da dimenticare. I miei provenivano dalle famiglie musulmane, mio padre ateo convinto, mia madre sapeva soltanto qualche preghiera in albanese da pronunciare di nascosto. Eravamo nati per crescere nel deserto dei valori, nuovi ibridi della dittatura comunista. C’è sempre un momento nella vita quando molte domande trovano risposte soltanto nella fede. Crescevo diventando curioso. Avevo sete di sapere, di conoscere Dio, la sua parola attraverso i libri: la Bibbia, il Vangelo, il Corano. Erano tutti nell’elenco dei libri proibiti, come tanti autori che non potevo leggere. Nelle biblioteche il permesso per consultarli li avevano solo i fidati del regime anche loro soltanto per diffamarli con i loro scritti servili.

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