Due suggerimenti da Milano.Per avere tanti torti,ma mai quello di non avere ragione
Egregio direttore,
da sempre grato ai giudizi lucidi e fuori dal coro del Vostro giornale sull’attuale situazione del nostro Paese e della nostra società, mi permetto di inviarVi un piccolo contributo di poche pretese, ma che spero possa trovare spazio sulle vostre pagine.
Siamo di fronte a un altro caso di fine estate di cui parlare sulle spiagge, negli uffici che si ripopolano, nei telegiornali, nel Palazzo. Ecco i nuovi proclami e interventi legislativi straordinari, che da più parti arrivano per l’ennesima ricetta in grado di fermare i mali del mondo. L’orizzonte è roseo, ci assicurano, forse nell’illusione che davvero si possa arrivare alla costruzione di “sistemi talmente perfetti per cui non ci sarà più bisogno di essere buoni” come profetizzava il poeta Eliot nei suoi “Cori della Rocca”.
E’ scoppiato l’allarme pedofilia: al dolore di chi perde una figlia rispondono le “confortanti” interviste dove si impugnano statistiche per cui in Italia i casi denunciati sono comunque in calo rispetto all’anno scorso. Bella soddisfazione.
Davanti al sacrosanto diritto dei bambini ad essere tutelati di fronte a ogni tipo di violenza, mi permetto una considerazione. Tuteliamo anche quei “bambini” che gli scienziati chiamano freddamente embrioni (e che sono stato educato a chiamare figli) che subiscono altri “giochi” da grande, da scienziati appunto, meno patologici, ma altrettanto lesivi della dignità di una vita.
Perché non siano il laboratorio dove si costruisce il progresso della scienza, ma delle persone che potranno con certezza dire chi sono il padre e la madre. O per lo meno delle persone, e non dei potenziali pezzi di ricambio.
Roberto Villa, Milano
Egregio Direttore,
Leggo sulla stampa dell’imminente programma televisivo “Il grande fratello” e vorrei fare alcune osservazioni. Il voyeurismo è un tipo di comportamento che può talora menifestarsi nell’adolescente, quindi espressione di una immaturità del soggetto nel corretto rapporto con la realtà tutta e quindi anche con l’integralità della persona, sia se stesso che l’altro da sé.
Il voyeurismo nell’adulto, anche se i soggetti osservati sono al corrente di essere osservati e anche non connesso strettamente a comportamenti sessuali, è una patologia della persona, una limitazione, una debolezza nel modo di conoscenza della realtà e di tutti i fattori che caratterizzano l’altro da sé, quindi il rispetto dell’altro, l’unicità, il pudore, l’inviolabilità dell’altro, il mistero dell’altro, che è il termine più appropiato. Dal punto di vista della volontà del soggetto che osserva è indifferente il fatto che l’altro soggetto sia consenziente a essere osservato.
Detto questo, tutto il resto sono chiacchere insulse, al cospetto di questo meretricio orientato all’indice di ascolto e all’affare pubblicità. Non resta che sperare in un uso della ragione e quindi in un uso ragionevole del tempo e quindi, perché no, dello strumento televisivo (vedi la diretta del Giubileo dei giovani).
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