Il mattino ha la coscienza in bocca

Di Tempi
03 Maggio 2000
Taz&bao

“Tutta la terra desidera il Suo volto”. Ma la terra non desidera niente, la realtà non desidera niente. Dov’è che questo verbo si applica? È nella coscienza dell’uomo, cioé nella coscienza mia. “Tutta la terra” vuol dire la mia coscienza, è la mia coscienza che può esprimersi in desiderio. “Tutta la terra” diventa cosciente di Lui in me. Preghiera è dunque l’iniziativa che muove dalla coscienza di Lui… Vergogna è la nostra vita, ancorché compisse tutto il lavoro possibile e immaginabile, se non compie il lavoro di questa iniziativa; il resto è sterco! Tutto si corrompe: quello che abbiamo nelle mani, anche la gloria dei nostri nomi sui giornali, sarebbe vanità! Tutto è corruzione, se non è modalità di una parola-preghiera che si erige molto più nel profondo. La coscienza della Sua presenza è l’iniziativa cui siamo chiamati ogni mattina, davanti alla quale, come le onde si frangono sulla roccia imperterrita e ineliminabile, si debbono frangere tutti i nostri risentimenti, carenze, peccati, tutto ciò che ci manca o ci sembra mancare, tutto ciò di cui mugugna il mondo e si lamenta il mondo, cioé noi, quando la nostra vita non è animata e esaltata dall’iniziativa di questa coscienza.

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