La settimana 39

Di Tempi
29 Settembre 2000
L’Oktoberfest di D’Antoni e feste dell’inimicizia per Kohl. È autunno, e già si sta come nei tribunali (e in qualche parrocchia) gli uomini, le foglie

D’Antoni tirato per la giacchetta prepara il suo caldo autunno
“Te lo dico a settembre…”. Così, secondo una leggenda metropolitana, rispondeva negli anni Settanta un professore di filosofia, noto per la sua severità, agli studenti che chiedevano lumi sulla loro salute scolastica. La sibillina non risposta era una chiara risposta. Non è altrettanto chiarificatore, invece, il “Ve lo dico a inizio ottobre” di Sergio D’Antoni in risposta al “cosa farai da grande?” che da più parti gli viene rivolto. L’ingresso diretto in politica con una sua formazione del segretario della Cisl più che allettare qualcuno, sembra per ora allarmare molti. Le ipotesi si sono sprecate. Quella che sembra ormai di poter escludere è la sua scalata alla segreteria del Ppi del traballante Pierluigi Castagnetti. Hanno tramato in tal senso, riuniti intorno a un tavolo di una birreria di Bruxelles, Ciriaco De Mita, Franco Marini, Guido Bodrato e il cislino Luigi Cocilovo. Restano altre due ipotesi: una formazione di centro che dichiari subito un accordo di desistenza con il Polo, una formazione autonoma da destra e sinistra che si tenga le mani libere per attuare una rinnovata politica dei due forni. In attesa del pronunciamento di D’Antoni (che pare arriverà il 10 ottobre) i post-democristiani dei due schieramenti guardano con preoccupazione a una nuova formazione politica di centro guidata da D’Antoni: a sinistra perché questo inevitabilmente eroderebbe il già eroso consenso elettorale del Ppi (e Castagnetti sottolinea come una tale iniziativa “favorirebbe il centrodestra”); a destra Casini ha fatto poco elegantemente notare al segretario della Cisl che il suo eventuale terzo polo ha il “destino segnato”, “farà la fine dell’esperienza di Martinazzoli, nato al centro morirà a sinistra”. Come dire: centro e cattolici a destra li rappresentiamo già noi (Casini e Buttiglione), se ti aggiungi a noi, benvenuto; se vuoi far pesare una tua forza elettorale e così farci ombra, vai per la tua strada.

L’invito a dare vita a un nuovo centro “ma da solo”, è venuto a D’Antoni da Giulio Andreotti, e nei palazzi della politica si dice che il senatore a vita spenderà pubblicamente una parola di sostegno pro-D’Antoni all’annuncio della nuova formazione. E questo, considerata la sua iscrizione al Ppi e le dichiarazioni in merito di Castagnetti, a molti sembra un favore a Silvio Berlusconi. Si dice, infatti, che D’Antoni presenterebbe una sua lista solo nel proporzionale, in modo da potersi contare e da far pesare un eventuale buon risultato, ma non presenterebbe candidati nei collegi del maggioritario.

I patti di desistenza, soprattutto al centro-sud, risultano essere importantissimi: è stato calcolato che in 120 collegi si vince o si perde per una manciata di voti, forse proprio quelli che D’Antoni è in grado di apportare.

Virus italiano per la Cdu tedesca?
Chi vuol farsi un’idea di quanto sia caduta in basso la mitica Cdu, la Democrazia Cristiana tedesca a cui pure hanno guardato come a un punto di riferimento alcuni partiti italiani, prenda nota della seguente notizia: il 3 ottobre prossimo nella città di Dresda si celebrerà ufficialmente il decimo anniversario della riunificazione tedesca, ma ancora non si sa se il protagonista politico di quell’evento, l’ex cancelliere e leader della Cdu Helmut Kohl, parteciperà e prenderà la parola durante la manifestazione. A osteggiare la piena partecipazione di Kohl, caduto in disgrazia per una vicenda di finanziamento illegale, sono proprio i suoi compagni di partito. Kurt Biedenkopf, presidente della Camera alta del parlamento tedesco (quella in cui siedono i rappresentanti dei länder) e rivale dell’ex cancelliere all’interno della Cdu da parecchi anni, ha precisato che Kohl è stato invitato come “ospite d’onore” e non come speaker. Ugualmente infelice l’uscita di Angela Merkel, attuale leader della Cdu, che si è premurata di dichiarare che il partito parteciperà alle celebrazioni a prescindere dalla presenza e dal ruolo assegnato a Kohl, un leader a cui la Cdu può ancora chiedere consigli “di tanto in tanto”, ma la cui “era politica attiva” è “finita”. Il doppio sgarbo ha fatto imbestialire molti democristiani tedeschi che tuttora ammirano il protagonista della riunificazione, il quale ha fatto a sua volta sapere che non ha intenzione di partecipare alla manifestazione di Dresda.

Che la Cdu tedesca non sia nemmeno più in grado di riconoscere il risultato politico più importante della sua storia, la riunificazione della patria, dà da pensare.Martinazzoli ha attraversato le Alpi?

Tornano gli abusologi. Giustizia è fatta?
Sull’ultimo numero di Panorama (28 settembre 2000) viene pubblicata l’incredibile storia di Alessandra, 24 anni. Sette anni fa la ragazza accusava il padre di averla violentata. Sette processi, due anni di carcerazione preventiva per il papà Giovanni, 61 anni, titolare di una pizzeria in Valtellina. Poi l’uomo si dà alla fuga. Alessandra racconta ai magistrati – e in particolare al noto pm milanese Pietro Forno (nel giugno 1993) – storie raccapriccianti di violenze e abusi sessuali abominevoli cominciati quando lei aveva appena 3 anni. Gli inquirenti, nonostante Alessandra appaia lievemente isterica – le prime parole contro il padre risalgono all’aprile 1993, quando è ospitata all’ospedale neurologico Mondini di Pavia – danno credito alle sue parole. Così dopo un tormentato iter processuale (con due assoluzioni, nel ’95 e nel ’97) il signor Giovanni viene condannato a 8 anni di carcere con sentenza confermata in Cassazione il 9 aprile 1999.

L’ennesima tragica storia di pedofilia, si direbbe. Peccato che Alessandra, fin dal luglio 1993, abbia ritrattato ogni accusa. La perizia psichiatrica disposta sulla ragazza nel febbraio 1995 la descrive come “egocentrica, soffre di narcisismo acuto, è in grado di simulare perfino crisi epilettiche e ha una capacità innata di manipolare la realtà”. Ma nulla vale a bloccare l’iter processuale. “Non è credibile”, dicono i magistrati. Intanto, la ragazza ha annunciato che intende chiedere la Grazia per il padre al Presidente della Repubblica.

La perizia ginecologica sul caso di Alessandra è stata eseguita dalla dottoressa Cristina Maggioni della clinica Mangiagalli di Milano. La stessa che come consulente del pm ha eseguito le diagnosi di conferma delle violenze (smentite da luminari del settore) sui bambini nel controverso caso dei pedofili satanisti del Modenese (cfr. Tempi n. 26, 29 giugno/5 luglio 2000). Lunedì scorso (25 settembre) la Cassazione ha confermato la sentenza del primo processo per tutti gli imputati. Tutti colpevoli – compreso don Giorgio Govoni, morto di crepacuore l’anno passato. Giustizia è fatta anche in questo caso. Il che non riesce a toglierci qualche brivido lungo la schiena…

Pensierini dall’Oratorio
Sul bollettino dell’oratorio di Magenta leggiamo i seguenti testi:
Titolo 1: “Un pensiero dedicato al cardinale Giacomo Biffi”, pensiero: ‘La regola d’oro è di essere amici del mondo e considerare UNA tutta la famiglia umana. Chi distingue tra i fedeli della propria religione e quelli di un’altra diseduca i membri della propria e apre la via al rifiuto e all’irreligione (Gandhi)”. Titolo 2: “E uno dedicato al cardinale Ratzinger,” pensiero: “Il signor Gandhi citato sopra non era cattolico, non era nemmeno cristiano. Vogliamo dirgli ora, mentre canta le lodi di Dio insieme a madre Teresa, che senza Cristo non si salva? Forse riderà. Perché lui, con Cristo, c’è sempre stato, o meglio: Gesù è sempre stato con lui (e con tanti tanti tanti altri)”.

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