Le vecchie osterie, gli sguardi e i silenzi

Di Massobrio Paolo
27 Ottobre 2000
“Quanti rumori per non sentire i silenzi”, scriveva Don Primo Mazzolari nella sua brumosa campagna lombarda

“Quanti rumori per non sentire i silenzi”, scriveva Don Primo Mazzolari nella sua brumosa campagna lombarda. Giorni fa siamo stati in un pub come a tanti, a Torino, e tra pane congelato e cheeseburgher, abbiamo assistito allo spettacolo di un locale strapieno di giovani, con una musica assordante che copriva persino le voci delle immagini del Grande Fratello in onda su quattro monitor 24 ore su 24. Ricordo l’autunno di dieci anni fa, quando Luca Doninelli, ospite di un convegno ad Alessandria, mi chiese il regalo di un’ora, in un’osteria povera, nel silenzio della campagna. E ricordo gli istanti (bevemmo China Martini e Barbera) osservando la gente che di rado entrava. Ma in quell’osservazione c’era lo stupore di esserci, in un silenzio d’autunno, dove un’amicizia non aveva bisogno di parole, di suoni, ma soltanto di sguardi, anche d’intorno. Perché cosa c’entra un’amore con il cielo stellato? O un’amicizia con il gusto ammandorlato e solenne della Barbera? C’è del diabolico in questa censura continua di silenzi e di sguardi, nell’omologazione dei gusti, come nella cancellazione delle osterie. Giorni fa, mi ha scritto una e-mail una ragazza di una cascina del Monferrato: Icaro Cavallero di Cioccaro di Penango (tel. 0141/917818). Vive con i suoi genitori e il fratello e fanno il Grignolino (un eccellente campione, venduto anche sfuso, che non assaggiavamo da anni). Non s’aspettavano che da un semplice invito saremmo arrivati fin là, nel loro mondo, acquietati nella “Stanza” (in ogni cascina c’è “la stanza”), coi soffitti affrescati ad assaggiare un notevole vino d’antan, ma giovane, viperino e rustico, oppure vecchio (anche di oltre vent’anni) incredibile per la sua mantenuta personalità. Il padre anziano, era felice. E ci guardava. Mentre con solennità assaggiavamo quel qualcosa di suo che faceva racconti. C’è un modo di guardare che c’entra con la felicità. Non è il Grande Fratello; è un sorprendersi dalla gioia.
(massolon@tin.it)

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