Il Grand Tour di Queen Elisabeth
È entrata nelle nostre case dalle televisioni, ha calcato le piazze più belle d’Italia e ha passato in rassegna le mete immancabili ai tradizionali Grand Tour, i viaggi che i nobili inglesi d’alto rango da sempre si concedono per ammirare “bell’Italia” (come dicono loro). Abbiamo assistito a una sfilata sui generis di cappottini, tailleur e abiti di chiffon in colori da pennarello Carioca e inquietanti cappelli in tinta dalle fogge più strane. Lo scintillio di gioielli ci ha abbagliati con il diadema ex-Romanov dal valore di 15 miliardi stile “Reginetta del ballo”, oppure le perle pendenti grandi come datteri. Ma ci ha sorpreso Queen Elisabeth in libera uscita, scappata per un attimo dalle grinfie di Tony Blair, quando durante la cena all’ambasciata inglese ha aperto la sua borsetta magica (Made in Great Britain, e si vede) per ritoccarsi il rossetto. Ma che fine ha fatto il bon ton? Non hanno certo dato il buon esempio Veltroni con Amato e Rutelli con Tremonti, appartandosi in “confessioni” private durante la pausa-caffè. E il Principe Filippo non ha perso l’occasione di strizzare l’occhiolino a Fiona May inguainata in un abito supersexy con un “Complementi per il look”, per non andare sul pesante. Libero da problemi di etichetta è stato Sua Santità, ignaro del fatto che la Regina non si sfiora neanche con un dito, l’ha presa per un braccio e l’ha diretta con il gomito. Perché no? In fondo Sua Maestà è di casa da queste parti.
(mcpavarini@tiscalinet.it)
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