Statistiche, occhio al trucco

Di Tempi
10 Novembre 2000
Varie volte in passato abbiamo messo in guardia i lettori circa l’affidabilità delle statistiche: guai a fidarsene ciecamente

Varie volte in passato abbiamo messo in guardia i lettori circa l’affidabilità delle statistiche: guai a fidarsene ciecamente, come se riassumessero verità assolute; in realtà i responsi statistici esprimono verità relative, dipendenti dai dati a disposizione e dal metodo utilizzato per la rilevazione e il calcolo dei valori. Può così accadere che su un’identica materia due enti diversi producano statistiche non identiche, o addirittura sostanzialmente diverse. A questo riguardo proponiamo ai lettori un caso abbastanza clamoroso: le due diverse classifiche dei 20 paesi più ricchi del mondo sulla base del reddito pro capite 1998 in dollari “a parità di potere d’acquisto”, una stilata dall’Ocde, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico che riunisce 29 grandi paesi industrializzati, e l’altra prodotta dalla Banca Mondiale (Bm).Le differenze sono vistose: nella classifica della Bm, che prende in considerazione tutti i paesi del mondo, compaiono anche due paesi non-Ocde, che evidentemente non possiamo trovare nell’altra. Ma anche la collocazione dei 18 paesi comuni ad entrambe le classifiche risulta molto differenziata: in quella della Bm il Belgio e la Francia recuperano rispettivamente 4 e 3 posti rispetto alla classifica OCDE. Australia, Canada e Olanda, invece, nella classifica della Bm perdono 7, 5 e 4 posti rispetto a quella Ocde. Irlanda e Nuova Zelanda, che nella classifica Ocde occupano il 13° e 20° posto, in quella Bm scompaiono: analizzando le posizioni oltre il 20° posto li ritroveremmo al 22° e al 25°. Secondo l’Ocde, dunque, l’Irlanda nel ’98 ha superato paesi come Germania, Regno Unito, Italia e Francia; secondo la Bm, no. Com’è possibile tanta discrepanza fra statistiche che affermano di utilizzare lo stesso criterio di analisi, quello della “parità di potere d’acquisto”, cioè il numero di unità di valuta di un paese necessario per acquistare sul mercato interno la stessa quantità di beni o servizi che un dollaro permetterebbe di acquistare sul mercato Usa? È possibile perché la Bm calcola il valore dei dollari in base alla media del cambio ufficiale negli ultimi 3 anni, mentre la statistica Ocde sembra considerare il valore del dollaro nel solo 1998. Ma questi dettagli, solo apparentemente tecnici, quasi mai il pubblico li conosce.

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