L’Europa e il lupo

Di Camre Mogens N.J.
17 Novembre 2000
Un eurodeputato danese lancia l’allarme contro i professionisti dell’antirazzismo. “Signor Presidente, come si permette di dare lezioni di antinazismo ai Paesi in prima fila nella lotta all’antisemitismo? E com’è che, con i soldi dei contribuenti, lei finanzia esperti e pubblicazioni faziosi, che fanno circolare sugli organi di informazione l’immagine distorta di un’Europa xenofoba e antisemita?” Ecco la lettera inviata a Romano Prodi da uno dei leader del Dansk Folkeparti

Presidente Romano Prodi,
La ringrazio per la Sua lettera del 31 agosto 2000, in risposta alla mia del 27 giugno 2000. Naturalmente convengo con Lei che si debba lottare contro il razzismo e la xenofobia, e ugualmente convengo con Lei che non si debba dimenticare l’olocausto, ma sento l’obbligo di obbiettare a che Ella scriva che l’Europa non dovrà mai dimenticare il ruolo che ha avuto nell’olocausto.

No alla olocaustizzazione della realtà. La Danimarca, come gli europei, è stata e rimane antinazista
Così dicendo, sembra che si debba attribuirne a tutti gli europei la responsabilità. Infatti Ella afferma che i crimini perpetrati nel contesto dell’olocausto hanno avuto luogo in quell’area che oggi è l’Unione Europea, mentre si trattava unicamente dei Paesi d’Europa occupati dalla Germania nazista. L’olocausto è stato un crimine nazista e perpetrato unicamente dal governo tedesco. Nel mio Paese, la Danimarca, il movimento di resistenza, esponenti della vita politica e gran parte della popolazione si sono impegnati per salvare gli ebrei danesi. Non abbiamo assolutamente alcuna colpa di cui pentirci. Io stesso all’età di 8 anni sono stato testimone dell’arresto di mio padre da parte della Gestapo che lo trascinò via da casa nostra e lo inviò in un campo di concentramento. Ho visto che alcuni dei suoi più vicini partner nel movimento di resistenza danese non sono mai tornati a casa, e mi ricordo di quelli che sono tornati a casa così distrutti che sono morti poco dopo la liberazione.

Che cosa vuole da noi una funzionaria tedesca a Vienna?
Nella mia qualità di deputato danese non posso accettare che una funzionaria tedesca a Vienna mi venga a dire che io devo ricordare i crimini razzisti, insinuando financo un’analogia tra il nazismo tedesco e l’opposizione democratica emergente per esempio nel mio Paese, contro una criminalità generalizzata di cui sono responsabili immigrati di Paesi i cui valori morali sono differenti da quelli dell’Europa. Allorché la signora Beate Winkler in modo tanto fazioso vuol fare una lezione agli europei sull’olocausto ma non sul GuLag, che sono stati un crimine altrettanto spaventoso perpetrato in un’area di cui una parte sarà nel giro di pochi anni integrata nell’Unione, ciò può essere considerato soltanto come espressione di strabismo politico non conforme alle regole di equità e di oggettività normalmente valide in Europa. Recentemente la medesima signora Winkler ha criticato il ministro degli Interni danese, signora Karen Jespersen, che aveva affermato che è necessario isolare i richiedenti asilo dediti alla delinquenza e che non desidera vivere in una società multietnica. Trovo molto provocatorio che un funzionario UE si possa permettere di criticare un ministro del governo danese, competente per la politica danese nei confronti degli stranieri. Nessuno, assolutamente nessuno straniero è mai stato discriminato in modo negativo dalla Danimarca ufficiale e nessuno può permettersi di utilizzare un paragrafo sul razzismo riguardo alle affermazioni del ministro degli Interni. A mia conoscenza non risulta che la UE abbia approvato una regola che obblighi la Danimarca a essere multietnica o che ci vieti di isolare i delinquenti che arrivano a fiumi nel nostro Paese minando la nostra realtà di legalità e sicurezza. Se sono in errore a questo proposito, gradirei conoscere quando siffatta risoluzione è stata approvata e da chi. Ove non esista un atto giuridico che autorizzi la signora Winkler a ingerirsi a nome dell’UE negli affari interni danesi, proporrei che la medesima fosse destituita da un posto che con tutta evidenza non è in grado di mantenere.

Razzista è quell’Osservatorio finanziato per scrivere che gli europei sono violenti e xenofobi
È evidente che l’Osservatorio di Vienna non è assolutamente in condizioni di adempiere in modo obiettivo ai compiti assegnatigli. In effetti si sta verificando una violenta ondata di antisemitismo in Europa non da parte degli europei, ma da parte dei musulmani. Da che è crollato il processo di pace israelo-palestinese, in Danimarca abbiamo avuto violente dimostrazioni antisemite nel corso delle quali si è dato fuoco alla bandiera israeliana, si sono pronunciate minacce di morte contro gli ebrei e così via. Migliaia di musulmani armati hanno portato la distruzione per le strade di Copenaghen. Senza dubbio Ella è a conoscenza di analoghi eventi a Bruxelles, a Londra e nelle altre grandi città della UE in cui la vita degli ebrei è minacciata. Si sta verificando un attacco generalizzato di carattere razzista ai danni della cittadinanza danese. Come Le ho scritto recentemente, nel nostro Paese abbiamo avuto tutta una serie di stupri di gruppo perpetrati da giovani musulmani ai danni di donne e ragazze minorenni danesi. In ultimo l’11 di questo mese nel centro di Copenaghen una banda di immigrati ha catturato due sorelle danesi sulla piazza prospiciente la Pretura di Copenaghen e due degli stranieri hanno violentato una delle ragazze mentre l’altra era tenuta immobilizzata. La prego di volere osservare che i musulmani non violentano le ragazze musulmane, e che i danesi non violentano né trucidano i musulmani. Sono gli immigrati che esercitano una violenza razzista contro la popolazione del Paese. Su questo fatto l’Osservatorio non si è pronunciato. Né la violenza antisemita né la violenza razzista ai danni dei danesi interessano alla signora Winkler, in quanto il suo compito è evidentemente quello di creare l’impressione che noi europei siamo violenti.

Non distorcete la realtà e non generalizzate episodi per fare propaganda alla sinistra
In questo modo ci sarà impedito di difendere i nostri cittadini, la sicurezza e la legalità, cosicché possano agire liberamente quelle forze che minacciano di lacerare l’Europa dall’interno. È ben noto che molti tedeschi della generazione della signora Winkler soffrono di un complesso di colpa in rapporto ai crimini nazisti. Ciò è assurdo, dal momento che nessuno può essere responsabile delle azioni delle generazioni precedenti. Questo sentimento di colpa è d’altra parte estremamente preoccupante in quanto impone alle nuove generazioni di cittadini tedeschi di sentirsi obbligati a tollerare gli attacchi degli stranieri alla sicurezza della società tedesca. Siffatte limitazioni del diritto di una collettività a esprimere le proprie posizioni e a proteggere la propria scala di valori raramente comporta, a lungo termine, risultati positivi. Sono del parere che la Commissione dovrebbe valutare se il complesso di colpa tedesco orientato a sinistra della signora Winkler abbia il diritto di influenzare l’obiettività di valutazione della vera origine della minaccia antisemita ed etnica in Europa. Vietare ai cittadini della UE di confrontarsi con questi problemi, consigliando alla stampa il modo giusto per parlare della violenza e degli abusi degli stranieri non ha niente a che fare con la lotta la razzismo. È un vero e proprio tentativo di distorcere la realtà e di impedire che siano prese le iniziative necessarie contro la nascita del razzismo. L’attività dell’Osservatorio finisce in questo modo per dare sostegno agli elementi criminali che evidentemente odiano la nostra cultura e la nostra civiltà giuridica, e che vogliono che noi europei non abbiamo più la libertà di gestire lo sviluppo della nostra società.

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