Con un drink passa tutto

Di Pavarini Maria Cristina
24 Novembre 2000
La nostra società è insaziabilmente alla ricerca di modi nuovi per liberarsi da ansie e preoccupazioni

La nostra società è insaziabilmente alla ricerca di modi nuovi per liberarsi da ansie e preoccupazioni. Non bastano le attenzioni degli psico-coiffeur, come accennato nel numero scorso. Oggi il nuovo trend sono gli “psico-bar”. Ne esistono già parecchi a New York, Parigi, Londra e Bruxelles, ma stanno arrivando anche qui in Italia. A Milano c’è il Deep, in Via Rutilia, che però è un luogo d’incontro per artisti e psicoterapeuti che mettono in mostra opere e macchine interattive, ma in realtà è un luogo d’incontro che cerca di favorire la socializzazione. A Roma c’è Il Posto delle Fragole, in Via Carlo Botta 51, che una volta alla settimana si trasforma in Caffè Freud. Lì la proprietaria, psicoterapeuta di giorno e psicobarista la notte, insieme a un esperto suscita la conversazione a tema su argomenti quali l’odio, la violenza e l’amore. Ma lo psico-entertainment va oltre tutto ciò e può diventare psico-ospitalità. L’hotel Villa Eden di Merano è attrezzato con uno stressometro per misurare il grado di ansietà dei suoi visitatori, mentre l’agriturismo Il Borghetto di Fiumicino organizza stage di bioenergetica. Perché tanta euforia per lo pisco-divertimento? Spiega Roberto Piccinelli, autore della “Guida al piacere e al divertimento 2001”: “Di giorno siamo troppo assorbiti da figli, lavoro, colleghi, amici e traffico. Per questo la notte si cerca di socializzare in modo diverso, parlando di sé e svelandosi. Ballare e rimorchiare come avveniva negli anni ’80 e ’90 non è più sufficiente.” Perché gli psico-bar servono a far qualcos’altro? (mcpavarini@tiscalinet.it)

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