Radio Londra (notiziario per la scuola italiana sotto okkupazione)

Di Newbury Richard
01 Dicembre 2000
Un modello di democrazia liberal-laburista. Breve storia e panorama (attuale) del sistema di istruzione in Gran Bretagna. Dove lo Stato si adopera per sostenere la libertà di educazione e chiama “pubbliche” le opere educative private. E le finanzia. Tra gli applausi di laburisti e conservatori. Alla c.a. dei commissari di Amato che, come Mussolini, difendono il monopolio statale dell’istruzione

Succede che un dirigente italiano di una grossa multinazionale venga trasferito qui a Londra. E che avendo egli scoperto l’esistenza in città di scuole cattoliche – sia elementari che superiori – chieda l’iscrizione dei suoi figli. La sua domanda viene accettata. Il nostro manager passa in segreteria e mette mano al portafogli :“Vorrei saldare subito il conto, a quanto ammonta la retta”? Con grande sorpresa scopre che quella che a Roma è considerata una “scuola privata cattolica” a Londra è una “scuola statale cattolica”, dunque completamente gratuita. A questo punto lui ed altri italiani chiedono lumi. “Che strano ibrido è questo?”. E’ qui che il vostro corrispondente da Londra interviene per offrire qualche delucidazione.

Le origini del sistema educativo inglese
Benché gli inglesi siano specializzati nell’inventare tradizioni, il caso qui in questione risale effettivamente alle origini del sistema educativo inglese. La nazionalizzazione dei beni ecclesiastici al tempo della Riforma significò che le Cathedral Schools (scuole i cui studenti cantavano nel coro della cattedrale) diventarono King’s Schools e i lasciti per le Messe per i defunti borse di studio per licei classici come quello frequentato da Shakespeare a Stratford. Al sopraggiungere dell’anno 1600 l’unione perfetta fra anglicanesimo e identità inglese implicava che l’Inghilterra era diventata un paese protestante senza bisogno di guerre di religione. Tuttavia, mentre all’inizio la libera lettura della Bibbia aveva unificato il protestantesimo, da quel momento in poi cominciò a dividerlo, e la Rivoluzione che ebbe luogo fra il 1640 e il 1660 può essere descritta anche come l’ultima guerra di religione europea, con Cromwell che cercava di imporre la tolleranza con la forza delle armi. Tutti si dicevano calvinisti, ma – semplificando al massimo – i monarchici erano anglicani provvisti di una gerarchia episcopale, il Parlamento era presbiteriano coi suoi sinodi elettivi e l’esercito era composto di indipendenti, cioè di chiese autonome, spesso pentecostali. Lo stesso reggimento di Cromwell, per esempio, rappresentava una istituzione ecclesiastica costituita. La restaurazione di Carlo II nel 1660 non solo istituzionalizzò l’attuale sistema bipartitico antagonista in Parlamento, ma produsse anche la divisione fra coloro che accettavano la restaurazione della Gerarchia anglicana e i Nonconformisti (protestanti non anglicani) che non la accettavano: una separazione fra Church (anglicani) e Chapel (dissenzienti) che arriva fino ai nostri giorni e che si è riflessa nella distinzione fra partito Tory (conservatore) e partito Whig (liberale). La classe media urbana che avrebbe creato la Rivoluzione industriale del diciottesimo secolo era composta in gran parte di Nonconformisti, che si erano autoesclusi dalla funzione pubblica, mentre le università di Oxford e Cambridge erano veri e propri seminari anglicani. Non esisteva educazione statale, ma le esigenze di un’economia industriale e commerciale in piena espansione condussero nel diciottesimo secolo alla creazione di Accademie dissenzienti private che fornivano una formazione di livello universitario e da cui uscivano anche ministri del culto Nonconformisti. La maggior parte dei banchieri, per esempio, erano Quaccheri.

Come (per necessità e per virtù) nasce un sistema di istruzione pubblico. (Confrontare con la retorica che, da Gentile a Bertinotti, sostiene lo statalismo italiano)
A partire dal 1800 il bisogno di lavoratori che sapessero leggere, scrivere e far di conto unì l’interesse egoistico alla filantropia, e prima i Nonconformisti nel 1808 e poi per reazione gli anglicani organizzarono le loro rispettive scuole in due coordinamenti: la Società delle scuole britanniche ed estere i primi, la Società nazionale “per educare i poveri della parrocchia” i secondi. Il fine missionario, sia in Gran Bretagna che all’estero, è evidente nella prima denominazione. Vista questa iniziativa privata, il governo fu contento di contribuire alla spesa delle Chiese con una quota annuale per studente. La Rivoluzione industriale vide l’immigrazione su grande scala di lavoratori irlandesi cattolici non qualificati impiegati nella costruzione di ferrovie e il lavoro nelle fabbriche di cotone del Lancashire, spesso come “crumiri”. Nel 1847 fu creata la Società scolastica per i cattolici poveri allo scopo di distribuire i primi contributi governativi disponibili per la costruzione e per la conduzione di scuole cattoliche e di college per la formazione dei docenti. I finanziamenti a tutte le scuole dipendevano dal risultato favorevole di un’ispezione statale. Fra i cattolici le nuove scuole, con contributo statale, vennero ad avere la priorità su eventuali nuovi edifici di culto. Il censimento del 1851 individuò in Gran Bretagna 5 milioni di anglicani, 4 milioni e mezzo di Nonconformisti e 354 mila cattolici. Un elettorato di massa richiedeva un’educazione di massa e l’Education Act del 1870 istituì il “sistema duale” che, nei suoi termini essenziali, è rimasto in vigore fino ad oggi. Comitati eletti a livello locale utilizzavano imposte locali per fornire il 30 per cento di scuole elementari non fornite dalle Chiese. Nel 1902 furono create le Autorità di contea per l’educazione locale (LEA, nella sigla inglese) e molte scuole confessionali furono trasferite ad esse sotto la dizione “scuola volontariamente controllate” (VCS). Questo fu il caso della maggior parte delle scuole dei Nonconformisti, i quali non amavano l’idea di scuole confessionali finanziate con denaro pubblico locale. L’Education Act del 1944, poi, istituì l’educazione gratuita per tutti fino all’università finanziata con imposte locali e contributi nazionali, e “culto collettivo quotidiano ed educazione religiosa non confessionale in tutte le scuole”. La scelta di trasformarsi in “scuole volontariamente controllate” fu presa dal 60 per cento delle scuole anglicane, da tutte le scuole metodiste e da una sola scuola cattolica: in esse le LEA assunsero il controllo della gestione, dei docenti e dell’educazione religiosa. Le altre scuole scelsero di diventare “scuole volontariamente aiutate” (VAS), status che concede alla scuola di scegliersi i propri insegnanti, gli allievi e l’educazione religiosa che si vuole dare, in cambio dell’impegno a sostenere il 50 per cento dei costi di gestione. Attualmente i costi di gestione coperti dalle Chiese sono pari al 15 per cento, un onere che alla sola Chiesa cattolica costa 20 milioni di sterline all’anno (più di 46 miliardi di lire – ndt). Fra le scuole assistite dallo Stato, attualmente il 10 per cento sono scuole cattoliche VAS e il 22 per cento scuole anglicane. La Chiesa cattolica considera le sue scuole come uno strumento per difendere un’identità minoritaria, dove deve esserci posto per ogni bambino cattolico. Questo però non impedisce che nella Gran Bretagna post-cristiana a volte cattolici e anglicani uniscano le forze a livello scolastico, e che i musulmani scelgano le scuole cattoliche perché danno garanzie sulla composizione delle classi, divise per sesso, e dal punto di vista morale, benché oggi esistano anche scuole musulmane ed ebraiche del tipo VAS.

Laburisti e conservatori uniti nei finanziamenti alle scuole pubbliche. Cioè private
Le scuole sono finanziate dalle LEA sulla base del numero di studenti. L’utilizzo del finanziamento e la scelta dei docenti sono responsabilità degli amministratori di ciascuna scuola, il 40 per cento dei quali sono genitori. La differenza fra le VAS e le altre scuole dello Stato è che nelle prime la Chiesa controlla la maggioranza degli amministratori, mentre gli altri sono genitori, docenti e rappresentanti delle LEA. Ciò permette il controllo sulla scelta degli insegnanti, l’insegnamento della religione e i valori di base della scuola. Tutti, cioè le LEA, gli amministratori e gli insegnanti, sono soggetti a rigorose ispezioni quadriennali, che possono concludersi con lo scioglimento delle LEA, il licenziamento degli insegnanti e azioni contro gli amministratori ritenuti legalmente e finanziariamente responsabili di mancanze non rettificate. Ed effettivamente tali eventualità si verificano. Un 10 per cento di studenti frequenta scuole completamente private, che in Inghilterra sono chiamate, con un’espressione singolare, “scuole pubbliche”, alcune delle quali sono scuole religiose confessionali. Ci sono scuole rette dai gesuiti, come Belmont e Stoneyhurst, e altre gestite dai benedettini, come Downside e Ambleforth, di cui era stato preside ed abate il defunto cardinal Hume. Frequetare una scuola pubblica come il collegio di Eton costa fino a 60 milioni di lire. Tony Blair è un anglicano sposato con una cattolica che manda i suoi figli a una scuola gesuita VAS. Il suo ministro per l’educazione è un predicatore laico metodista. Entrambi ritengono che il denaro debba andare là dove si registrano validi risultati e le scuole di “comunità di fede” a cui mandano i loro figli ottengono sempre ottimi risultati nella speciale classifica delle scuole del regno. Per incoraggiare le scuole VCS a diventare scuole VAS Blair ha dato disposizione che esse non debbano restituire allo Stato gli investimenti anteriori al 1944, come in precedenza era stabilito. L’idea che lo Stato finanzi l’impegno educativo e sociale delle Chiese trova d’accordo anche William Hague, leader dei conservatori, ed è uno degli assi portanti della politica del “conservatorismo compassionevole” di Bush.

Se il nostro manager italiano…
vuole saperne di più, gli suggerisco di presentarsi alle elezioni per il posto di amministratore scolastico, mettendo le sue capacità manageriali al servizio della scuola statale cattolica frequentata dai suoi bambini. Il responsabile diocesano per l’educazione sarebbe inoltre certamente contento di un contributo utile a coprire i 20 milioni di sterline di cui si è detto sopra.

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