A ognuno il suo (tre ragioni per il buono scuola)
Libertà di educazione
“È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli” (Costituzione della Repubblica Italiana, art. 30). In Italia questo diritto è negato, perché famiglie e studenti non possono scegliere di approfondire la propria tradizione culturale, laica o cristiana, liberi da vincoli di carattere economico. Chi difende il monopolio statale dell’istruzione è strumentalmente ideologico.
Equità tra ricchi e poveri
Oggi chi frequenta la scuola statale costa ai contribuenti 12 milioni all’anno, e non paga nulla anche se è ricco. La scuola libera allo Stato non costa nulla, ma chi la sceglie paga una retta e paga le tasse anche per chi frequenta la scuola statale. Risultato: i poveri pagano due volte, i ricchi possono comunque scegliere le scuole migliori, magari all’estero. Chi difende il monopolio statale dell’istruzione è classista.
Qualità del sistema scolastico
Senza una vera libertà di scelta tra scuole statali e non statali la qualità del sistema scolastico decade inevitabilmente. Solo un vero sistema pubblico integrato permetterà il miglioramento della qualità dell’istruzione per tutti. Chi difende il monopolio statale dell’istruzione è nemico della modernizzazione del Paese.
Libertà di educazione, equità tra ricchi e poveri, qualità: questo è il Buono Scuola della Regione Lombardia, che ci avvicina alle democrazie più avanzate d’Europa.
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