Italia campione di pressione fiscale
Da un paio di settimane la questione non è più un controverso argomento da campagna elettorale, ma una verità statistica ufficiale, sanzionata dagli studi dell’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico che riunisce 29 paesi altamente industrializzati: l’Italia è il paese che ha conosciuto il maggiore incremento della pressione fiscale fra il 1986 e il 1998. In rapporto al prodotto interno lordo (pil) le imposte italiane sono aumentate di quasi 7 punti percentuali nell’arco di tempo suddetto: nessuno stato ha toccato livelli simili. Fra i paesi più importanti solo Spagna e Germania registrano un incremento superiore al 4 per cento, gli Stati Uniti poco più del 3, la Francia non arriva nemmeno al 2. Regno Unito, Lussemburgo, Norvegia, Irlanda e Olanda hanno diminuito la pressione fiscale di uno o più punti percentuali (nel caso dell’Irlanda quasi 4) rispetto ai livelli della seconda metà degli anni Ottanta. E’ facile notare che i paesi dove la pressione fiscale è diminuita sono quelli dove recentemente la crescita economica è stata più forte, mentre la realtà di quelli che l’hanno sensibilmente incrementata è più variegata (la Spagna cresce bene, l’Italia è in coda ai tassi di crescita della UE). Il costante incremento della pressione fiscale ha anche portato l’Italia in alto nella classifica delle entrate da imposte in rapporto al Pil: dai livelli “mediterranei” degli anni Ottanta (poco sopra il 30 per cento) il Belpaese è passato a livelli “scandinavi”. Con l’attuale 43 per cento siamo preceduti dalla maggior parte degli scandinavi (svedesi, danesi, finlandesi e norvegesi) e da paesi con una forte tradizione di amministrazione pubblica come Francia, Belgio e Austria, ma siamo ben al di sopra non solo di tutti gli altri paesi mediterranei e anglosassoni, bensì anche di Olanda, Lussemburgo e Svizzera.La cosa non sarà del massino conforto, ma chi, la settimana scorsa, si è recato in banca o in posta a versare l’anticipo delle imposte del 2001 calcolate su quelle di Unico 2000, ora sa di aver contribuito a un altro record italico nel mondo. E sa anche quant’è lungo il naso del ministro Vincenzo Visco.
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