La controversia Bush-Gore conduce gli Usa sul (brutto) crinale del potere giudiziario

Di Lorenzo Albacete
08 Dicembre 2000
Qui a New York, il nostro nuovo senatore, la signora Hillary Rodham Clinton, ha chiesto l’abolizione del Collegio Elettorale* che regola le presidenziali Usa

Qui a New York, il nostro nuovo senatore, la signora Hillary Rodham Clinton, ha chiesto l’abolizione del Collegio Elettorale* che regola le presidenziali Usa. Ma il metodo del Collegio Elettorale non solo garantisce che gli Stati privi di centri densamente popolati giochino un ruolo importante nel processo elettorale; è anche compatibile con una concezione che non considera “volontà popolare” quella espressa dalla maggioranza della popolazione in merito a problemi concreti, ma la volontà della maggioranza di chi il popolo sceglie come suo rappresentante. Questo, secondo i Padri fondatori, impedirebbe una “tirannia della maggioranza”. Per esempio, ciò che importa nella controversia che oggi divide Bush e Gore è la fedeltà alle leggi elettorali e non “l’intenzione” dei tanti elettori che possono aver erroneamente o volontariamente invalidato le proprie schede elettorali. Ogni processo di “interpretazione delle intenzioni” è troppo esposto alle manipolazioni arbitrarie di ciascuna delle due parti. Ciò che conta insomma non è quello che l’elettore intendeva fare, ma quanto ha effettivamente fatto. E non importa in ultima analisi che alle elezioni partecipino meno della metà degli americani. Ciò significa soltanto che chi non vota non ha alcuna preferenza particolare in merito al candidato che lo andrà a rappresentare. Questa concezione sta però cambiando lentamente. Mentre la politica diventa più ideologicizzata, le accuse di illegittimità cominciano a prendere il posto delle differenze di approccio ai problemi concreti, e la legittimità oggi si definisce sulle “intenzioni della gente” piuttosto che sul rispetto delle leggi. La “costituzionalità” è fatta dipendere dalla fluttuante volontà politica della maggioranza e non dalla corrispondenza al sistema così come è stato strutturato dai Padri fondatori e dai rappresentanti del popolo al Congresso. Anche la grande influenza dei sondaggi e dei rilevamenti è una conseguenza di questo cambio di prospettiva. E il luogo ultimo dove viene combattuta questa battaglia è senza dubbio il braccio giudiziario, specialmente la Corte Suprema. Ecco perché il fatto che la controversia Bush-Gore sia cresciuta fino ad arrivare alla Corte Suprema ha già avviato il Paese lungo il sentiero del protagonismo del potere giudiziario.

* In America esistono 51 Collegi elettorali, uno per ogni Stato più Washington D.C. Ogni collegio è costituito da un numero di grandi elettori proporzionale alla popolazione di quello Stato (dai 3 del Wyoming ai 54 della California). Il candidato che ottiene il maggior numero di voti popolari, ottiene tutti gli elettori del collegio, indipendentemente dal vantaggio.

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