L’Inter e mia suocera
I tifosi dell’Inter sono assolutamente stolti. Altrimenti non sarebbero tifosi dell’Inter, direte voi. Da giorni vengo tempestato di richieste di pareri, di interventi sul triste momento attuale di quella che Gianni Brera definì la “Beneamata”. “Dicci qualcosa”. Quando Juve e Milan vanno male, i loro fans si chiudono in un muto riserbo, quelli dell’Inter, affezionati alla sega cinese, non contenti delle batoste calcistiche, vogliono anche il dibattito. Ho deciso quindi di scrivere un saggio sull’argomento e, alla Umberto Eco, per abbindolare qualche lettore in più, gli darò un titolo accattivante (tipo “Kant e l’ornitorinco”): “L’Inter e mia suocera”. Se volete saperne di più compratelo, ma posso rivelarvi la linea filosofica che lo attraversa. L’Inter è come mia suocera. L’errore che fanno in tanti, dai tifosi ai miei cognati, è chiedersi “perché fa certe cose?”. No, piuttosto il problema è: “perché esiste?”. E’ un problema ontologico di difficile soluzione. Non ho risolto quello riguardante mia suocera, come potete pensare che risolva quello vostro con l’Inter?
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