Anche le banche cadono nella rete

Di Addis Piero
15 Dicembre 2000
Da quando è arrivato Internet andare in banca sembra una cosa giurassica, una perdita di tempo

Da quando è arrivato Internet andare in banca sembra una cosa giurassica, una perdita di tempo: tutti i media propongono ogni giorno nuovi portali e siti che offrono percentuali vantaggiose, tassi appetibili con la possibilità di starsene comodamente a casa propria a pittarsi le unghie anziché fare la fila allo sportello. La distinta non serve più: basta un modem per pagare le bollette, le multe, fare un versamento o comprare titoli. Il sistema bancario vive una sorta di Rinascimento elettronico che sta cambiando le abitudini di milioni di utenti. La BNL per esempio propone e-family, portale per gestire gli affari di famiglia, attaverso una campagna sopra le righe che promette una vita facile facile: “…Facile controllare il portafoglio azionario mentre segui il corso d’inglese e l’avvocato ti dà un parere. Facile sentire il commercialista mentre scegli un mutuo e organizzi la serata con tuo marito. Facile se hai e-family. Oppure ti fai clonare”. Così recita il testo dell’annuncio dove una donna è alle prese con un biberon mentre il suo clone dedica un po’ di tempo a se stesso rifacendosi il look. OnBanca invece invita al confronto e offre oltre il cinque per cento per un conto corrente on line. E lo fa con un annuncio ad alto tasso d’interesse che ha come visual una mano mostruosa (di cinque dita e mezzo) aperta ad indicare il numero cinque: “Give me 5,25%!” La pagina non è proprio immediata, ma il pubblico di Internet evidentemente ha un patrimonio neuronale (oltreché finanziario) eccellente per comprenderla nei primi due, tre secondi. Insomma, grazie ad Internet, anche il panorama della comunicazione finanziaria sta vivendo una nuova stagione: le banche smettono il doppiopetto grigio e diventano virtuali, per aprire un conto, vendere o comprare basta un click e ti regalano persino telefoni cellulari, viaggi e cotillon. Da austere istituzioni finanziarie a veri e propri supermercati del denaro. Ci si potrà fidare?

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