Malati di americanismo (pedagogico)

Di Respinti Marco
26 Aprile 2001
William K. Kilpatrick consiglia The School We Need (1996) di E.D. Hirsch, e fa bene

William K. Kilpatrick consiglia The School We Need (1996) di E.D. Hirsch, e fa bene. Politicamente progressista, non è la prima volta che le sue critiche al romanticismo naturalista (costruttivista, comportamentista e situazionista) in campo educativo vengono apprezzate da commentatori conservatori. Come lo è appunto Kilpatrick, docente di Filosofia dell’educazione al Boston College e autore di quel Why Johnnny Can’t Tell Right Right from Wrong (1993) che già è un classico. «Quando ho sentito dire che l’Italia voleva adottare il modello scolastico americano, la mia reazione immediata è stata “perché mai?”. Le scuole americane sono appena in grado di insegnare a leggere e scrivere». Kilpatrick boccia l’“americanismo” di certe nostre annunciate riforme dell’educazione e lo fa sulle pagine della rivista trimestrale di cultura Il nuovo areopago — oggi al XIX anno di edizione —, codiretta da Stanislaw Grygiel e da Onorato Grassi. Oltre a Kilpatrick, il fascicolo intitolato La scuola alla prova ospita interventi di Giorgio Pontiggia, Onorato Grassi, Charles L. Glenn, Massimo Borghesi ed Elisa Buzzi, la quale, sulla “musa ispiratrice” dell’ex ministro alla Pubblica Istruzione Luigi Berlinguer, scrive un saggio dal titolo decisamente suggestivo: Dewey e l’educazione sovietica. Per il campione del progressismo pedagogico democratico statunitense, scopo e metodi dell’educazione appunto progressista sono sintentizzabili nell’idea del “controllo sociale”. Per questo «è evidente che il suo giudizio sulla società russa post-rivoluzionaria [sia] complessivamente molto positivo». Del resto, Dewey (così Glenn ripreso da Buzzi) proponeva un “programma giacobino” mirante a «usare le scuole per sviluppare nei giovani cittadini un orientamento e una lealtà nei confronti dello Stato in consapevole competizione con il loro naturale orientamento verso famiglia, comunità, tradizione religiosa e altre espressioni della società civile». Sorpresi che la Sinistra italiana lo abbia eletto a modello?

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