Loquenzi (l’Occidentale): «La riforma della Giustizia serve a tutti. Il Pd è costretto a difendere i magistrati» – Rassegna stampa/3
Giancarlo Loquenzi, direttore de l’Occidentale, ha selezionato per Tempi la notizia più interessante di oggi: «Fino ad ora, non ci sono tracce di norme ad personam, quindi il Pd non può rifiutarsi di entrare nel merito. La riforma serve a tutti perché limita lo strapotere dei magistrati, che finalmente dovranno rispondere di quello che fanno. Il Pd non è interessato al bene dei cittadini, per questo parla di riforma punitiva».
Oggi il Consiglio dei ministri darà il suo via libera al ddl costituzionale di riforma della Giustizia.
Il testo ancora non è disponibile ma dalle anticipazioni che sono uscite sembra un’operazione interessante e seria. Comunque vada, di sicuro servirà a disvelare l’atteggiamento dell’opposizione: siccome il ddl non lascia spazio ad accuse di misure ad personam per il premier Silvio Berlusconi, se il Pd non deciderà di entrare nel merito dimostrerà di avere una posizione pregiudiziale.
Silvio Berlusconi ha dichiarato che questa è «una legge per tutti», il leader Idv Antonio Di Pietro, invece, parla di «enorme ingiustizia».
Per ora non c’è ombra di provvedimenti ad personam, per cui non si possono lanciare queste accuse. Piuttosto sarà inserita la responsabilità civile dei magistrati, che era stata approvata in passato dagli italiani tramite referendum e poi cancellata. La separazione delle carriere poi serve a tutti, mica a Berlusconi, perché avere la certezza che chi giudica sia imparziale e terzo rispetto all’accusa è fondamentale. Non ci devono essere sospetti.
Poi c’è il tema scottante dell’obbligatorietà dell’azione penale.
Io sarei anche a favore dell’abolizione ma questo scatenerebbe troppe polemiche. Il fatto che sia regolata dal Parlamento mi sembra una cosa giusta. Adesso i magistrati possono fare tutto ciò che vogliono e poi giustificano le loro azioni tirando fuori l’obbligatorietà dell’azione penale. Che il governo possa indicare delle priorità nei reati da perseguire non mi sembra niente di scandaloso.
Sempre secondo Di Pietro, questa riforma «metterà i magistrati nella condizione di non poter fare nulla».
Non è vero. Ora i magistrati in Italia possono fare tutto, hanno potere assoluto, godono di tutte le prerogative e non devono rendere conto a nessuno di quello che fanno. Se sbagliano, al massimo si auto-giudicano. Non hanno contrappesi e questo potere è esagerato. Anche D’Alema, in uno dei tanti dispacci di Wikileaks, spiegava all’ambasciatore americano che la magistratura è la più grande anomalia del paese italiano. Se gli chiedi adesso la stessa cosa, ti risponde che questa riforma è inaccettabile.
Dario Franceschini (Pd) ha dichiarato che c’è uno spirito punitivo nel tentativo di «separare i pm dai magistrati per controllare meglio la magistratura».
Bisogna capirsi. Se per punitivo, qui, si intende che questa riforma toglie dei privilegi alla magistratura per proteggere i cittadini, se si intende che diminuisce il potere dei giudici per aumentare quello dei cittadini, allora sì, è punitiva. Ma al Pd non interessa il bene dei cittadini.
Che cosa interessa allora al Partito democratico?
Devono garantirsi un’alleanza inossidabile con la magistratura. In nome di questo magari dicono anche cose a cui in realtà non credono. Il Pd ha capito che solo i magistrati possono buttare giù Berlusconi e quindi adesso li appoggiano in tutto.
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