Il “cuneo fiscale” italiano cresce
Il costo del lavoro, lo sappiamo, è una delle determinanti della competitività internazionale dei vari sistemi paese. Dopo i dati di fonte Eurostat proposti ai lettori all’inizio di aprile, torniamo ora sull’argomento con tabelle di provenienza Ocde. Per scoprire che l’Italia è diventata il quarto paese del mondo per “cuneo fiscale”. Di che cosa si tratta? Si tratta dell’incidenza delle imposte sul reddito e dei contributi previdenziali sia a carico del datore di lavoro che del dipendente, sommati insieme e sottratti degli eventuali benefit (premi di produzione, ticket mensa, ecc.), sul costo del lavoro. L’analisi è così più precisa di una semplice distinzione fra “costi diretti” e “costi indiretti” del lavoro.
Negli ultimi tre anni il cuneo fiscale si è rimpicciolito in quasi tutti i paesi dell’Ocde, con la sola consitente eccezione Giappone e Corea del Sud, che l’hanno allargato di circa un terzo per far fronte alle loro esigenze di bilancio. Ma anche dell’Italia non si può dire che abbia operato per ridurre veramente la pressione impositiva sul lavoro. Mentre infatti nel 1998 il nostro paese risultava settimo nella classifica dei dieci paesi Ocde che presentavano i più significativi cunei fiscali, due anni dopo è risalito fino al quarto posto. Le due classifiche che proponiamo non sono perfettamente omogenee, perché la prima si riferisce alla condizione di un lavoratore dipendente senza coniuge e figli a carico, mentre la seconda si riferisce ad un lavoratore unico percettore di reddito in una famiglia con due figli a carico. Ma questo fatto rende solo ancor più preoccupante il dato dell’Italia: nella classifica del 2000, infatti, il nostro paese scavalca stati che hanno regimi fiscali meno favorevoli del nostro per quanto riguarda i lavoratori dipendenti con figli a carico. In Olanda e Danimarca la differenza impositiva fra lavoratori single e lavoratori con famiglia a carico è minore che in Italia, e nonostante questo i due paesi sono stati scavalcati dall’Italia per quanto riguarda il cuneo fiscale nell’anno che è alle nostre spalle.
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