A chi fischiano le orecchie?
Il movimento nasce dopo quel che è successo ultimamente e che ha fatto muovere buona parte della comunità scientifica contro certe forme di integralismo ambientale. Ci siamo accorti che la comunità scientifica deve farsi sentire di più, soprattutto sull’informazione scientifica che, nel nostro Paese, sfiora la disinformazione. Uranio, mucca pazza, elettrosmog: l’unica preoccupazione è stata determinare il capro espiatorio su cui speculare. Questi sono stati dei tipici esempi di cultura antiscientifica acritica, fuori da ogni analisi oggettiva. Vorremmo stabilire dei criteri con cui intervenire tutte le volte in cui si fa della disinformazione scientifica con il rischio di fuorviare la posizione della gente e di spaventarla. E sulla base di questo terrorismo ideologico nascondere la vera verità scientifica pur nei limiti in cui la verità scientifica viene data. La scienza ha questo vantaggio che per gli altri è un handicap, cioé di dare delle verità scientifiche dentro ai limiti di dubbio. Però dentro quei limiti cautelativi che ci sono delle verità scientifiche ragionevoli. Sull’allarmismo si creano solo le fortune politiche. Non è il caso di parlare di reato di procurato allarme?
Di Renato Angelo Ricci
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