Docenti obiettori di coscienza contro De Mauro

Di Castagneto Pierluigi
10 Maggio 2001
Esclusi i fedelissimi della Cgil scuola e del Cidi, gli insegnanti già comunisti e ora diessini, sono in molti ad aver chiesto al ministro Tullio de Mauro di sospendere l’attuazione della riforma dei cicli e di rinviarla almeno di un anno

Esclusi i fedelissimi della Cgil scuola e del Cidi, gli insegnanti già comunisti e ora diessini, sono in molti ad aver chiesto al ministro Tullio de Mauro di sospendere l’attuazione della riforma dei cicli e di rinviarla almeno di un anno. Ma lui coerente come Robespierre, deciso come colui “che tirava sempre diritto” non ha dato ascolto a nessuno. Anzi ha convocato a Fiuggi, a 25 giorni dalle prossime elezioni politiche, la commissione dei saggi per dare avvio il lavoro di stesure dei programmi del ciclo secondario. Ed è in procinto di emanare il decreto che promulga i programmi del ciclo primario senza le modifiche richieste da più parti. Qualcuno però non ci sta, qualcuno che non accetta il conformismo di molti docenti che lasciano perdere per il quieto vivere. Non vogliono che il ministro, dal suo scranno di viale Trastevere, decida ostinatamente di non ascoltare nessuno. Vogliono che sia ripristinata una situazione in cui la libertà d’insegnamento sia una valore per tutti e che la didattica sia ancora una strumento in mano ai docenti e non ai funzionari ministeriali. L’associazione Prisma (Progetto per la rivalutazione dell’insegnamento e dello studio del mondo antico) presieduta da Fabrizio Polacco, ha deciso di opporsi con ogni mezzo al profondo ridimensionamento degli studi umanistici nei licei. In un documento diffuso dall’associazione si precisa che è inaccettabile l’eliminazione dello studio cronologico quinquennale della storia nei ciclo secondario. Dalle proteste Prisma vuol passare ai fatti e invita tutti i docenti alla disobbedienza civile. In pratica i docenti sono invitati a non seguire più la cronologia storica imposta dai decreti ministeriali (l’ultimo anno solo sul ‘900), a non adottare i testi scolastici e sostituirli con buone edizioni integrali di testi divulgativi non scolastici. Gli insegnanti che assieme a Prisma hanno firmato il documento di protesta e che sono disposti a dare battaglia nelle scuole sono oltre 300, ma a pochi giorni dal lancio dell’iniziativa, il numero dei “docenti obiettori di coscienza” e già notevolmente aumentato.

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