Luttazzi, il piccolo satiro

Di Da Rold Gianluigi
01 Febbraio 2001
Si diceva da piccini: “Non rubare il gelato a un altro bambino” e, da grande: “non sparare sulla croce rossa”

Si diceva da piccini: “Non rubare il gelato a un altro bambino” e, da grande: “non sparare sulla croce rossa”. Regole auree, principi buoni. Ma il comico (veramente comico) Daniele Luttazzi nel Satyricon, concessogli da Freccero su Rai2, ammanta la sua figura anche di anticonformismo. In due settimane ha fatto sfilare le mutandine alla bonazza Anna Falchi e si è messo ad attaccare… i socialisti. Quando si dice: uno che se la prende con il potere vero! Questo Luttazzi, bisognerebbe ribattezzarlo “Conan il barbaro”. Non se la prende con la Fiat, Mediobanca, i grandi centri dell’informazione nazionale, se la prende con gli orfani di un leader che è morto, volenti o nolenti in esilio, dopo un dramma che pesa su tutta l’Italia. Questo grande “satirico” deve aver studiato da bambino alla Lubijanca, ai tempi di Ezov, quando s’insegnava a rubare il gelato e soprattutto a sparare sulla croce rossa.

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