Disegni alla moda

Di Pavarini Maria Cristina
01 Febbraio 2001
Ricordate i motivi grafici delle sigle di film e telefilm degli anni '70?

Ricordate i motivi grafici delle sigle di film e telefilm degli anni ’70? Almodovar li ha riproposti in apertura ad alcuni suoi capolavori tra kitch e avanguardia. Anche la moda li ha riscoperti. Non c’è testata di grido che non illustri qualche rubrica con disegni in technicolor con silhouette stilizzate di gente, vestita nel modo più cool, negli ambienti top. Esempi? Wallpaper, Vogue, Marie Claire, Dutch, W, The Face e, anche se non sono riviste di moda, The New Yorker e New York Times. Ma non basta. Le aziende ora comunicano con formule alternative alla fotografia tradizionale. Ricordiamo alcune note catene di grandi magazzini americani ditte di cosmetici quali Shiseido e aziende di moda come Hermes, Paul Smith, Levi’s e Carhartt. La fotografia è costosissima, volgare, scontata? Può darsi. Ma un disegno può rappresentare un’idealizzazione, o almeno una stilizzazione, della realtà. E il mondo in generale, e quello dorato della moda, sono pieni di brutture, allora meglio sognare.

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