Cesare, tu quoque?

Di Tempi
01 Febbraio 2001
Tra Via Solferino e il Sindaco fine di un flirt senza cuori infranti. Cercasi ragioni

Delusione cocente per chi sperava (e spera, e briga) nel gran rifiuto di Gabriele Albertini. Ma davvero il sindaco di Milano è l’“Elastico” dell’Espresso o il “Contorsionista” del Corsera versione “salice piangente”? Non che la notizia mancasse, ma sul serio si è creduto che il sindaco di Milano potesse rompere con Silvio Berlusconi? Chi per anni ha presentato Albertini come l’“amministratore di condominio” apolitico e impermeabile alle clientele, l’amico dei procuratori e il simpatico full monty delle cause perbene ha cominciato a dargli addosso. E perché lo fa proprio il CorSera, che del mito di quell’eccellente anomalia è stato la fonte principale? Che si siano raffreddati i rapporti tra Cesare Romiti e Albertini? E come mai, visto che, pur fra le critiche di certi ambienti imprenditoriali meneghini, in questi anni il sindaco non ha nascosto le proprie affinità elettive con l’editore del Corsera? I maligni ipotizzano che Romiti sia sul piede di guerra a causa dell’esclusione di Mediobanca dalla privatizzazione della Sea. Ma se Romiti sta col centro-destra e il destino di Mediobanca non dipende dall’entrare o meno tra gli advisor di Sea, cos’è allora che ha complicato i rapporti tra Palazzo Marino e Via Solferino?

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