Gli ortodossi con la Mosca al naso. A cui non garba il Papa in Ucraina
Su Cecenia e Roma papalina, il punto di vista russo sembra decisamente in contrasto con quello umanitario e religioso occidentale. Contrariamente a quello che pensano i pacifisti europei, persino l’autore di Arcipelago Gulag, Premio Nobel e simbolo della difesa dei diritti umani, Aleksander Solgenitsin, si pente di aver consigliato Eltsin (nel 1992) a concedere l’indipendenza alla Cecenia. All’Izvestia, il Nobel ha spiegato: “Mi sono sbagliato, in tre anni il leader ceceno Maskhadov non ha fatto altro che costruire un dispositivo bellico esplosivo e aprire le porte a bande di fanatici mercenari”. Quanto a Roma, la recente nomina a Cardinale di Liubomir Guzar, capo della Chiesa greco-cattolica ucraina, ha provocato una pesante reazione delle gerarchie ortodosse che, forse per timore di una strategia di penetrazione cattolica nelle repubbliche post-sovietiche, la scorsa settimana hanno espresso un duro monito di condanna nei confronti della visita che Giovanni Paolo II svolgerà in Ucraina il prossimo giugno. La levata di scudi contro il viaggio papale viene direttamente dal Patriarcato di Mosca che, stando alle fonti russe, avrebbe inviato in Vaticano un duro avvertimento. Scrivendo a nome dei fedeli ortodossi — che però nei sondaggi non sembrano condividere l’opinione espressa a loro nome dai capi ecclesiali —, il Patriarcato ucraino-ortodosso di stanza a Mosca avrebbe definito il viaggio papale in Ucraina “estremamente indesiderato dai credenti ortodossi” e annunciato “numerose manifestazioni antipapali”, picchetti, meeting e processioni religiose con l’esplicito obbiettivo di impedire in ogni modo la visita del pontefice a Kiev. L’azione del Patriarcato moscovita sembra sia stata concertata anche con le autorità ortodosse greche, le quali, per bocca dell’arcivescovo di Atene, hanno mandato a dire in Vaticano che il previsto passaggio in Grecia di Giovanni Paolo II “rischia di peggiorare la già difficile situazione attuale nei rapporti tra le due Chiese”.
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