Un Lama in India e lotte intestine sulle (anticonformiste) tenie giapponesi
Per il Ministero del Lavoro Giapponese, aumentano le persone che non cercano un impiego: il 30% dei diplomati e il 25% dei laureati, più chi lascia un impiego già trovato. Perché li mantengono le famiglie. Ma, considerato il diffuso ricorso al part-time, il tutto non può essere semplicisticamente imputato all’“impigrimento” dei giovani. Oggi le aziende, che assumevano personale inesperto da istruire internamente, cercano invece dei professionisti. E la scuola non regge il passo dei mutamenti. La crisi economica ha abbattuto il mito dell’impiego a vita e il “samurai aziendale” ha scoperto di essere carne da cannone. Di fronte all’incerto futuro lavorativo, cresce tra i giovani la voglia di valorizzarsi; ma senza un obbiettivo preciso. Crisi più spirituale che economica. Il 6 febbraio, il Ministero per gli Affari Esteri cinese ha riferito che Pechino non si opporrà alla decisione del governo indiano di concedere lo status di rifugiato al XVII° (e 26enne) Karmapa Lama. Che non farà politica. Fuggito in gennaio da un monastero sorvegliato dai cinesi, è giunto in India a piedi attraverso l’Himalaya. Unica autorità religiosa tibetana riconosciuta sia dal Dalai Lama in esilio sia da Pechino, potrebbe essere il futuro leader del suo popolo. Lotte di potere, dunque, mentre la Cina cerca di negoziare con Nuova Delhi. Originale teoria di Koichiro Fujita, studioso dei parassiti del corpo umano all’Università di Tokyo. L’eccessiva cura dei giapponesi per l’igiene è un danno: causa dermatiti, asma e febbri da fieno. Forse perché le abluzioni eliminano i parassiti che stimolano il corpo umano a produrre l’anticorpo antiallergico IgE. Per Fujita, tra il corpo umano e molti parassiti esiste una simbiosi vantaggiosa. Lo dimostrerebbero certi studi condotti sulle popolazioni indigene del Borneo… e su se stesso. Il cattedratico alleva tre tenie nel proprio intestino e pare non risentirne. Criticato per il suo anti-igiensimo, Fujita non demorde: dice che certe manie aggravano l’intolleranza per i diversi e favoriscono quel conformismo che sarebbe all’origine della crisi giapponese dell’ultimo decennio. L’“Heime Maru” non era ancora affondato.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!