Il carcere di don Bordiga
Non conosco il giro delle troike di Barney Panofsky e dunque non ho niente da dire su “La versione di Barney”, triviale romanzo Adelphi (della dissoluzione?) che Il Foglio di Giuliano Ferrara (e Tempi a seguire?) pare punti a far diventare il tormentone (letterario?) del 2001. Vorrei invece segnalare a chiunque abbia entrature in case editrici un libello sul carcere, scritto da don Vittorio Bordiga. A partire da una poesia di Withman sviluppa un serrato j’accuse all’istituzione penitenziaria. Il prete sta a Cuneo e non è difficile rintracciarlo. Più difficile è immaginare che “la prigione deve esserci, ma come l’inferno di noi preti: possibilmente vuota o poco frequentata”. Il pregio del don è l’aver capito che “logica e sermoni non convincono mai” .
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