Un esercito di piccole ombre in nome dei Dieci Comandamenti
Oscilla fra 10 mila e 15 mila il numero dei minorenni rapiti nell’Uganda del nord dai ribelli dell’Lra negli ultimi 10 anni. Di essi, secondo le stime dell’Unicef, 4 mila hanno fatto ritorno a casa, 5 mila circa si trovano ancora nei campi dei ribelli e almeno 2 mila risultano “missing”, probabilmente deceduti per malattie o maltrattamenti o caduti sui campi di battaglia. L’Lra si propone di abbattere il regime ugandese e di governare il paese sulla base dei Dieci comandamenti e di una mescolanza di elementi della liturgia cristiana con culti e riti del mondo degli spiriti tradizionale. Tuttavia recluta i suoi combattenti quasi esclusivamente attraverso i rapimenti ed è armato e finanziato dal regime islamico del Sudan. Come pratica abituale, i rapiti vengono costretti dietro minaccia di morte a uccidere i compagni che tentano di fuggire. Per il reinserimento sociale e scolastico di quanti sono riusciti a liberarsi esistono programmi gestiti da Ong come Gusco, World Vision e Avsi.
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