Un Fiorello per Eminem

Di Da Rold Gianluigi
08 Marzo 2001
Se Pippo Baudo aveva inventato il “tentato suicidio” in diretta, Raffaella Carrà ha costruito con Eminem la più bella “storia” del cattivo che straparla

Se Pippo Baudo aveva inventato il “tentato suicidio” in diretta, Raffaella Carrà ha costruito con Eminem la più bella “storia” del cattivo che straparla. Questo Eminem, che sarà pure un bravissimo rapper, si veste con un impermeabile da “guardone” e, a quanto pare (perché parla uno slang incomprensibile), riempie le sue canzoni di insulti irripetibili contro tutti. Fa “il cattivo” per riempirsi (more solito) le tasche di dobloni. Ma la sceneggiata del “cattivo” ha avuto come regista la Carrà, o forse il vecchio Japino. La stagionata signorina di “Carramba” ha detto tante di quelle cose su Eminem che ci si aspettava la controfigura di Attila o di Gengis Khan. È invece arrivato un presunto cattivaccio che, in qualsiasi sano bar di periferia, sarebbe stato scambiato per un gelataio che delira. Questioni d’audience? Probabilmente, ma l’operazione é andata tanto male… che è arrivato Fiorello.

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