Lettere 10
Egregio Direttore,
in merito alle dichiarazioni rilasciate in questi giorni da un autorevole esponente del Governo Belga, che ha definito fascista l’On. Bossi, voglio introdurre alcune riflessioni.
1) Anche nel 1994 il Ministro Belga Di Rupo si rifiutò di stringere la mano al ns. Ministro Tatarella, apostrofandolo come fascista. Qualche anno dopo, durante lo scandalo della pedofilia, le indagini accertarono (sembra) le strane attenzioni verso gli adolescenti di Di Rupo (peraltro dichiaratamente omosessuale). Certo, meglio pedofilo che fascista…
2) Per circa 30 anni il sanguinario dittatore Mobutu ha fatto nel suo paese (già Congo Belga, poi Zaire ed ora Repubblica Democratica del Congo) quanto di peggio si possa umanamente pensare. Violenze, massacri e prevaricazioni di ogni tipo sono state compiute anche di chi è venuto dopo (Kabila). Ma tutto questo è avvenuto con il chiaro appoggio e con il colpevole silenzio di tante nazioni occidentali, in primis il Belgio come ex potenza coloniale. Ma Mobutu non era fascista…
3) Circa 25 anni fa un certo Bokassa (a cui sembra si sia ispirato l’autore di Hannibal…) si autoproclamò imperatore del Centrafrica tra la ilarità dell’opinione pubblica mondiale e il terrore della popolazione locale; il tutto sotto l’attenta protezione della Francia, che ha sulle spalle il peso tragico dei tanti Bokassa che si sono succeduti negli anni nelle varie ex colonie. Ma Bokassa non era fascista…
4) Smith e Botha furono per anni i leader dei governi razzisti rispettivamente di Rhodesia (ora Zimbawe) e Sud Africa, paesi famosi per le non proprio amorevoli attenzioni verso le popolazioni nere. Entrambi si godevano la preziosa protezione dei governanti inglesi (principalmente la Sig.ra Thatcher e il Principe Filippo). Ma Smith e Botha erano fascisti?
Pertanto, invece di piagnucolare su presunte ingerenze esterne e di invocare l’intervento del Governo Italiano, invito i vari esponenti della Casa delle Libertà a rispondere con fatti circostanziati alle continue provocazioni provenienti da certi signori della politica (e non solo) europea.
Cordiali saluti. Giacomo Cingolani – Recanati
Caro direttore,
in un giornaletto distribuito nelle caselle postali del quartiere di Albate, circoscrizione di Como, stampato a cura della “sezione DS di Albate, Muggiò e Trecallo” si legge: «Il Card.Biffi vorrebbe accogliere soltanto immigrati di fede cattolica. Vorremmo lanciare una proposta alternativa: consentire l’ingresso in Italia solo agli atei dichiarati. I vantaggi sarebbero evidenti: gli atei non fomentano discriminazioni religiose, non necessitano di luoghi di culto, non organizzano giubilei, non abbisognano di insegnanti supplementari per i loro figli, non rompono l’anima al prossimo con intenti di proselitismo e, se hanno qualche superstizione o adottano qualche rito scaramantico non cercano di spacciarlo come mezzo per raggiungere la salvezza». Niente male, vero? Finalmente è venuto fuori quello che pensano veramente.
Giacomo F. giunta via Internet
Una mattina al bar dove solitamente prendo il caffè e lascio una copia del nostro Tempi, la proprietaria mi dice: «ho capito che a voi posso dirvelo: ma sapete che al mio nipotino le maestre hanno proibito addirittura di nominare Gesù?» Lei mi ha detto di invitarla a scrivere una lettera. L’ha voluta scrivere il ragazzino (di 6 anni). Eccola. «Quando avevo cinque anni andavo alla scuola materna e la mia maestra Laura mi aveva chiesto “con chi stai parlando?” e io Francesco Curci gli avevo risposto, “col mio amico Cristian”. E lei mi aveva chiesto “di cosa stavi parlando?” e io gli avevo risposto “di preghiera” e la mia aveva risposto “non pregare, se proprio lo devoi fare prega nel tuo cuore”. Ma io mi sentivo triste triste…anche perché io non so pregare nel mio cuore».
Matteo Gatto, Milano
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